lunedì 1 settembre 2014
13° Studio Short -- La trinitá = Residui Cattolici
Intanto iniziamo col dire che la parola trinità non esiste nella Bibbia, Per la stragrande maggioranza degli evangelici, la Trinità esiste in base a degli indizi scritti nella Parola di Dio, per alcuni evangelici invece é un invenzione cattolica sorta nel concilio di Nicea intorno al 3° secolo d.C.; ecco in sintesi cosa dicono i Pentecostali che non credono alla trinitá. Dio è uno solo e indivisibile: ‘Dio è assolutamente uno, e indivisibilmente uno. Non ci sono essenziali distinzioni o divisioni nella Sua eterna natura’. La sua unicità (che implica anche la sua indivisibilità) è dichiarata dalla Scrittura svariate volte come quando essa dice per esempio: "Io sono Dio, e non ve n’è alcun altro" (Is. 45:22). E quindi, dato che Gesù Cristo è l’incarnazione di Dio perché Paolo dice che in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Divinità (cfr. Col. 2:9) e che Dio è stato manifestato in carne (cfr. 1 Tim. 3:16 [Diod].), In pratica, Gesù è l’incarnazione del solo ed unico Dio dell’Antico Testamento. Dire quindi che la Divinità è formata da tre persone, vale a dire dal Padre, dal Figliuolo e dallo Spirito Santo significa oltraggiare Dio (perché lui è uno solo ed indivisibile) e quindi, negare la sola e suprema divinità di Gesù.
Qualcuno dirà: ‘Allora che cosa sono il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo?’ Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono solo alcune manifestazioni importanti di Dio.dei titoli differenti o uffici differenti dell’unico vero Dio il cui nome è Gesù, detto in altre parole, essi sono solo tre manifestazioni e non tre persone. ‘La Bibbia parla del Padre, Figliuolo e Spirito Santo, ma essa non usa questi tre titoli per indicare tre persone ‘nella’ Divinità. Il solo Dio è il Padre di tutta la creazione, il Padre dell’unigenito Figliuolo, e il Padre dei credenti nati di nuovo. Il titolo del Figliuolo si riferisce all’incarnazione di Dio. L’uomo Cristo fu letteralmente concepito dallo Spirito di Dio ed era dunque il Figlio di Dio. Il titolo di Spirito Santo si riferisce a Dio in attività spirituale e quindi puó abitare nel nostro cuore. Esso descrive il carattere fondamentale della natura di Dio (…) Il titolo è particolarmente usato per le opere che Dio può fare perché Egli è uno Spirito (…) Questi tre ruoli sono necessari per il piano divino di redenzione dell’umanità caduta. Per salvarci, Dio provvide un Uomo senza peccato che morì al nostro posto – il Figliuolo. Nel generare il Figliuolo e in relazione all’umanità, Dio è il Padre. E nell’operare nelle nostre vite per potenziarci e trasformarci Dio è lo Spirito Santo. In breve, i titoli di Padre, Figliuolo e Spirito Santo descrivono i molteplici ruoli e le molteplici opere di Dio, ma essi non riflettono una essenziale triplicità nella natura di Dio. Il Padre si riferisce a Dio nella relazione familiare con l’umanità; il Figlio si riferisce a Dio in carne; e lo Spirito si riferisce a Dio in attività. Per esempio, un uomo può avere tre relazioni o funzioni significanti – come amministratore, insegnante e consigliere – eppure essere una persona in ogni senso (…) tutti i titoli della Divinità si riferiscono a Gesù, e tutti gli aspetti della personalità divina sono manifestati in Lui’.
Quindi per ricapitolare; le chiese che credono in un solo vero Iddio senza che si divide in tre persone, insegnano che c’è un solo Dio, indivisibile e senza alcuna distinzione di persone, e dato che Gesù Cristo è Dio incarnatosi perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della Deità, é Gesú stesso afferma che Egli stesso è il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo, leggiamo: Giovanni 10:30,33;30 Io ed il Padre siamo una stessa cosa, 33 I Giudei gli risposero, dicendo: Noi non ti lapidiamo per alcuna buona opera, anzi per bestemmia, perciocchè tu, essendo uomo, ti fai Dio. Quindi con questi due versetti dobbiamo pensare che Gesú é Dio, quindi se Gesú essendo figlio é Dio e il Padre e anche Dio a questo punto abbiamo per forza maggiore due dii, non é assolutamente possibile perche se no avendo due dii saremmo degli idolatri.
Allora e molto piú corretto per proseguire il cammino della sana dottrina, che le supposizioni per quanto riguarda l’esistenza di Dio Padre quale persona distinta da Gesù Cristo come anche l’esistenza dello Spirito Santo quale persona distinta da Gesù Cristo é una supposizione anti bibblica..
I trinitari dicono che:
Il Padre, il Figliuolo e lo Spirito Santo sono tre persone ma un solo Dio.
-Bugia! La parola persona in tutti i dizionari delle lingue correnti del genere umano significa: Individuo o elemento, umano di qualsiasi sesso. E invece Dio é Spirito!
Essi dicono di dimostrare che la Trinità è una dottrina biblica anche se il termine Trinità non è menzionato nella Bibbia.
-Quindi un concetto umano.
La Scrittura insegna che c’é un solo Dio; questo lo hanno detto i profeti, poi lo ha confermato Gesù, ed infine lo hanno attestato gli apostoli nelle loro epistole.
Mosè nella legge disse: "Sappi dunque oggi e ritieni bene in cuor tuo che l’Eterno è Dio; lassù ne’ cieli, e quaggiù sulla terra; e che non ve n’é alcun altro" (Deut. 4:39); "Ascolta, Israele: Il Signore Iddio nostro è l’unico Signore" (Mar. 12:29; Deut. 6:4); "Ora vedete che io solo son Dio, e che non v’è altro dio accanto a me" (Deut. 32:39);
Isaia disse: "Io sono l’Eterno, e non ve n’è alcun altro; fuori di me non v’è altro Dio" (Is. 45:5).
-Se la pensano cosí non si capisce l'accanimento nel credere alla trinitá.
Cosa dice invece la Bibbia?
PER QUANTO RIGUARDA TUTTE LE VOLTE QUANDO GESÚ PARLANDO DEL PADRE SUO OPPURE, PARLANDO IN RIFERIMENTO AL FIGLIUOLO DI DIO?
Gesú éra un uomo, lo si evince dai Profeti e dall'Angelo che si presentó a Maria e poi a Giuseppe, e anche da tutti gli Apostoli che scrissero le lettere o le epistole, essi lo testimoniano perche hanno mangiato e vissuto insieme a Lui, quando fú sulla terra, Dio era reso visibile dal corpo che Gesú rivestiva, Gesú era lo Spirito Santo, nessuno faceva miracoli come li faceva Lui, nessun umano puó fare miracoli se Iddio non vive in lui. Egli quando era preso da questi atteggiamenti Divini, gradiva l'adorazione. Lui operava come Dio sulla terra, Egli lo testimonio fino alla fine davanti ai rettori della legge, Lui disse:"IO SONO", la stessa definizione che disse dal pruno ardente, a Mosé, ecco questa éra la Sua natura Divina; poi céra la natura umana, Gesú ha avuto fame, Matteo 4:2, Matteo 21:18, Marco 11:12 ecc... Egli ebbe sete, Giovanni 4:7. Egli dormiva, Matteo 8:20, Lui soffrí nella croce! Cosa vogliamo dire? Il figliuolo dell'uomo era uno come noi, quindi se nella nostra mente non si sviluppa la ragione di capire che Gesú Cristo era vero Dio e vero uomo stiamo li solo a confonderci. perché ogni volta che Gesú ammaestrava, parlando di se diceva: "Padre mio", quando parlava della gente diceva: "Padre vostro" La risposta é stata sempre davanti ai nostri occhi, il fatto é che il nostro pregiudizio lo ha coperto, sapete che quando Gesú sali nel cielo prima di questo evento, soffió nel viso dei Suoi Apostoli e ricevettero la Luce, Egli gli disse che stava andando dal Padre suo e dal padre loro, tutto ad un tratto il Padre Suo era anche quello degli Apostoli. Gli Apostoli ricevettero la rivelazione tanto é che da quel momento la Parola era prontamente nelle loro labbra, incominciarono a battezzare le genti nel Nome di Gesú.
Poi vediamo cosa testimoniano gli Apostoli della Divinitá di Gesú Cristo, in tante maniere vengono ripetuti elogi o saluti dove viene chiamato in causa Gesú il Cristo che loro avevano conosciuto fisicamente, e questi passagi erano marcati per la testimonianza da dare alla gente che non conosceva Gesú, e quindi loro proponevano di averlo conosciuto personalmente, tutto ció che essi facevano ricordavano che gli era stato insegnato da Gesú.
Se questo non é cosí ci sarebbero delle discordanze in alcuni passagi, il fatto é che anche gli Apostoli ebbero la rivelazione che Gesú é Dio Onnipotente, quello che proponevano loro nell'evangelizzazione, era sempre quell'agnello che fú mandato al macello senza colpa e che loro hanno conosciuto personalmente.
Paolo dice a Timoteo: "Io rendo grazie a colui che mi ha reso forte, a Cristo Gesù, nostro Signore, dell’avermi egli reputato degno della sua fiducia, ponendo al ministerio me..." (1 Tim. 1:12). Questo significa che Paolo fu approvato da Cristo che lo stimò degno della sua fiducia affidandogli il ministerio della Parola. Lo stesso apostolo dice ai Tessalonicesi: "... siccome siamo stati approvati da Dio che ci ha stimati tali da poterci affidare l’Evangelo, parliamo in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori" (1 Tess. 2:4). Quindi lui (Paolo) era stato approvato da Dio
Poi Paolo ai Romani disse: "V’è un Dio solo, il quale giustificherà il circonciso per fede, e l’incirconciso parimente mediante la fede" (Rom. 3:30); a Timoteo disse: "V’è un solo Dio ed anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesù UOMO" (1 Tim. 2:5); e ai Corinzi disse: "Per noi c’é un Dio solo, il Padre, dal quale sono tutte le cose, e noi per la gloria sua..." (1 Cor. 8:6).
Loro, (gli Apostoli), affermano che esiste un solo Dio, essi lo sanno benissimo hanno avuto una rivelazione diretta da Lui.
Loro, i trinitari, dicono che Dio all’inizio della creazione disse: "Facciamo l’uomo a nostra immagine e a nostra somiglianza" (Gen. 1:26). Con chi stava parlando Dio Padre se non con il Figliuolo che era nel suo seno e lo Spirito Santo che era? Vediamo se poi troviamo dove si trovava?
Ora, alcuni spiegano queste parole in diverse maniere; c’è chi dice che Dio parlava con gli angeli (come sostengono gli Ebrei); chi dice che si tratta di un plurale maestatis, o che l’espressione è un riferimento profetico alla futura manifestazione del Figlio di Dio. Non reggono queste spiegazioni alla luce della Scrittura, perché Paolo dice ai Colossesi che "tutte le cose sono state create per mezzo di lui" (Col. 1:16) cioè di Cristo.
Allora anche qui i conti non tornano, vediamo un pó di inquadrare bene la visione.il verso 26 di Genesi 1, non é esattamente ció che stá scritto nella Sacra Scrittura, le moderne Bibbie sono state tutte rivedute al linguaggio moderno e quindi si é sfruttata la situazione per cambiare alcune paroline che ad alcuni davano molto fastidio. Il verso dice esattamente cosi, potete andare su tutti i motori di ricerca e cercate la Bibbia tradotta da Giovanni Diodati nel 1607 e troverete non poche sopprese. Iniziamo per l'appunto dalla creazione dell'uomo, scrivo testualmente come é: "POI IDDIO DISSE,*FACCIAMO *GLI HUOMINI ALLA NOSTRA *IMAGINE, SECONDO LA NOSTRA SIMIGLIANZA, I QUALI HABBIANO LA SIGNORIA (SOPRA LA TERRA E TUTTO CIÓ CHÉ IN ESSA). Non vedete qualcosa di diverso, Dio non creó l'uomo, ma gli uomini, Dio creó tutti gli uomini che ci furono che ci sono e ci saranno, Dio creó gli uomini. Ma allora non creó Adamo solo, creó tutti gli uomini! Ma dove sono nascosti? No non puó essere cosi, Dio creó Lo Spirito ecco perché lo fece a Sua immagine secondo la Sua somiglianza, ecco perche Dio disse: Facciamo! Al momento della creazione tutti i presenti erano Spirito, gli Angeli i Serafini i Cherubbini, l'esercito del Cielo, tutti sono all'immagine di Dio, ecco Lui per questa ragione parló al plurale! Alleluia! Perché poi ció che Dio ha creato era buono e nel caso degli Uomini era molto buono, ció significa che Dio non distrugge la Sua creazione, ecco perché l'anima non muore mai, alcune vanno a vita eterna altri a pene eterne, cioé per l'eternitá. Oh Alleluia! Quanto é meraviglioso il NOME del Signore Gesú Cristo; Egli ci dá da vedere le cose che giá conosciamo, questi argomenti sono riposti in qualche stanza dentro la nostra anima perche Egli ci disse che in parte noi conosciamo, dobbiamo soltanto usare la chiave dello Spirito ed esplorare esattamente dentro di noi.
Poi vediamo da dove fú fatto l'umano quella carne che porta in giro l'immagine di Dio, lo vediamo al Capitolo 2 di Genesi verso 7 che dice cosí:..."HOR' IL SIGNORE IDDIO FORMÓ L'HUOMO DALLA POLVERE DELLA TERRA, E GLI ALITÓ NELLE NARI UN FIATO VITALE: LÁ ONDE L'HUOMO FU FATTO *ANIMA VIVENTE".
Poi in un'altra predicazione vediamo cosa successe tra il capitolo 1 e il capitolo 2 di Genesi, il Signore ne aveva accennato qualcosa ma in un altra occasione ne approfondiremo.
Gesú nel capitolo 28 verso 19 dice: Andate adunque, ed ammaestrate tutti i popoli; battezzandoli nel nome del Padre, e del Figliuolo, e dello Spirito Santo; alcuni giorni dopo, gli Apostoli radunatosi come le aveva preannunciato il Maestro, nell'alto solaio ricevettero tutto lo Spirito Santo, Pietro che era presente al capitolo 28:19 di Matteo, sentendo lo beffarsi della gente fuori dove erano radunati, e che sentendo parlare i 120 che avevano ricevuto lo Spirito Santo e che quindi parlavano in altre lingue, Pietro disse loro: Ravvedetevi, e ciascun di voi sia battezzato nel nome di Gesù Cristo, in remission de' peccati; e voi riceverete il dono dello Spirito Santo. Coloro adunque, i quali volonterosamente ricevettero la sua parola, furono battezzati; e in quel giorno furono aggiunte intorno a tremila persone.
DOMANDA: GESÚ EBBE UN LAPSUS O GLI APOSTOLI DISUBBIDIRONO IL COMANDAMENTO DI GESÚ?
Chi desidera ricevere la Bibbia tradotta da Giovanni Diodati nel 1607 puó richiedere mandando l'indirizzo eMail in privato per questioni di privaty, é un formato PDF ed é qualcosa di meraviglioso, potete confrontare tutte le aggiunte che negli anni hanno fatto con la scusa di aggiornare la lingua.
Iddio vi benedica grandemente.
in fede Giuseppe Basile
SG/11714
IL CONCETTO DELLA TRINITÁ
Come
abbiamo tante volte visto, la Bibbia non compromette il fatto che Dio
è uno. Eppure, l' incarnazione e l'opera di Gesù, ha presentato una
maggiore profondità di comprensione del modo in cui Dio è uno. Il
Nuovo Testamento attesta che Gesù Cristo è Dio e noi sappiamo che
per tutti i Cristiani il Padre è Dio. Ecco questo é stata la pietra
dove moltissime persono sono inciampate, cadute e non si sono piú
rialzate, ecco perche a Dio piacendo cercheremo con l'aiuto dello
Spirito a smontare tutti i concetti umani.
Il
Nuovo Testamento, come vedremo, presenta anche lo Spirito Santo come
Dio
ed eterno.
Ogni
volta che diciamo che lo Spirito Santo fa qualcosa, vogliamo dire che
Dio lo
ha fatto.
Quindi lo
Spirito Santo è Dio! Ciò
significa che la Bibbia rivela Dio manifestato
in tre diverse maniere, ecco perché Gesú disse di
battezzare,
"nel
Nome
del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo" (Matteo
28:19).
Nel
corso dei secoli, sono state sviluppate molte idee che possono
sembrare, a prima vista, a rendere questi fatti biblici più facile
da capire. Ma dobbiamo stare attenti a non accettare alcuna idea che
contraddice ciò che dice la Bibbia. Alcune idee potrebbero rendere
le cose semplici, nel senso di rendere Dio più facile da comprendere
e più facile da immaginare nella nostra mente. Ma dobbiamo tutti
d'accordo, che ciò è importante se l'idea è coerente con la
Bibbia, non se è semplice o facile.
La
Bibbia ci dice che c'è uno e un solo Dio, e poi ci presenta più di
una entitá o manifestazione chiamata Dio. Il Padre è chiamato Dio,
il Figlio è chiamato Dio, e lo Spirito Santo è chiamato Dio. Tutti
e tre sono eterni, e tutti e tre fanno cose che solo Dio può fare.
Quindi c'è un solo Dio, o ce ne sono tre?
Dio
rivela molte cose su se stesso, e noi li crediamo, anche se noi non
li possiamo spiegare con la nostra mente umana. Ad esempio, alcuni
non possono spiegare completamente come Dio può essere senza inizio.
Questo concetto è oltre la nostra capacità di comprendere, ecco
perche deve intervenire Dio con la rivelazione, e ci guiderá in ogni
veritá. Non possiamo spiegare
cosa é l'eterna esistenza e comé, ma sappiamo per certo che Dio è
senza inizio perche e Lui che cè lo ha detto. Allo stesso modo, la
Bibbia rivela che Dio è uno e uno solo, ma parla anche del Padre,
Figlio, e Spirito Santo. Noi crediamo che, per alcuni non è semplice
o facile da capire. Noi dobbiamo credere che Lui, se glielo chiediamo
senza pregiudizi, cè lo rivela.
Lo Spirito Santo è Dio!
Atti
5: 3-4
chiama
lo Spirito Santo Dio: "Ma
Pietro disse: Anania, perchè ha Satana riempito il cuor tuo, per
mentire allo Spirito Santo, e frodar del prezzo della possessione?
S'ella restava, non restava ella a te? ed essendo venduta, non era
ella in tuo potere? perchè ti sei messo in cuore questa cosa? tu non
hai mentito agli uomini, ma a Dio."
Quando
Anania mentiva, ha mentito allo Spirito Santo, Pietro dice che stava
mentendo a Dio. Lui non stava cercando di ingannare una forza
impersonale o un'agenzia intermediaria - stava cercando di ingannare
Dio stesso.
Il
Nuovo Testamento attribuisce agli attributi Santo Spirito che
appartengono solo a Dio.
Ad
esempio, lo Spirito Santo è onnisciente, o illimitato
nella conoscenza. "Ma
Iddio le
ha rivelate a noi per lo suo Spirito; perciocchè lo Spirito
investiga ogni cosa, eziandio le cose profonde di Dio. 11
Perciocchè, fra gli uomini, chi conosce le cose dell'uomo, se non lo
spirito dell'uomo, ch'è
in lui? così ancora, niuno conosce le cose di Dio, se non lo Spirito
di Dio."
(1
Corinzi 2: 10-11).
Lo
Spirito Santo è onnipresente,
e
illimitatamente
in ogni
luogo."Non
sapete voi che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo ch'è
in voi, il quale avete da Dio? e che non siete a voi stessi?"
(1
Corinzi
6:19).
Lo
Spirito Santo è presente nei credenti in tutto il mondo, non é
limitato
solo
in un luogo.
"
Dove
me ne andrò d'innanzi al tuo Spirito? E dove me ne fuggirò dal tuo
cospetto? Se io salgo in cielo, tu vi sei;
E se
mi metto a giacere ne' luoghi bassi sotterra, eccoviti."
Salmo
139: 7-8.
Lo
Spirito Santo rigenera i cristiani, dando loro
una
nuova vita.
"Gesù
rispose: In verità, in verità, io ti dico, che se alcuno non è
nato d'acqua e di Spirito, non può entrare nel regno di Dio. Ciò
che è nato dalla carne è carne; ma ciò che è nato dallo Spirito è
spirito.
"
(Giovanni
3: 5-6).
Lo
Spirito Santo parla e predice il futuro.
"Lo
Spirito dice chiaramente che negli ultimi tempi alcuni si
allontaneranno dalla
fede e seguiranno
spiriti ingannatori e cose insegnate dai
demoni" (1
Timoteo 4: 1).
Lo
Spirito crea dal nulla (Salmo
104: 30).
Solo
Dio può creare in quel modo.
Ebrei
9:14dice
che lo Spirito Santo è eterno.
Solo
Dio è eterno.
Gesù,
specificamente,
identifica il Consolatore come lo Spirito Santo: "Ma il
Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, vi
insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto"
(versetto 26).
Il
Consigliere convince il mondo di peccato, un risultato che può
giustamente essere attribuito solo a Dio.
Egli
ci
guiderá
alla verità, qualcosa che solo Dio è capace di fare.
Paolo
ha affermato: "Le
quali ancora ragioniamo, non con parole insegnate della sapienza
umana, ma insegnate dallo Spirito Santo; adattando cose spirituali a
cose spirituali."
(1
Corinzi 2:13).
Padre, Figlio, e Spirito Santo, un solo Dio???
Quando
comprendiamo che Dio è uno, e che lo Spirito Santo, il Padre e il
Figlio é
quel
Dio, non abbiamo alcun problema di comprensione di un brano come
At
13: 2:
"Mentre essi stavano celebrando il culto del Signore e
digiunando, lo Spirito Santo disse,` Riservate per me Barnaba e Saulo
per l'opera alla quale li ho chiamati '. "Qui Luca presenta lo
Spirito Santo come parlare.
Lo
Spirito Santo è Dio che opera nella Chiesa, parlando e chiamando le
persone a fare la volontà di Dio,
lo Spirito Santo é Dio Dio abita nel nostro cuore e ci parla.
La
rivelazione biblica della natura di Dio è meravigliosa.
Quando
lo Spirito Santo parla, o invia, o ispira, o porta, o santifica, o
responsabilizza, o dà doni, è
Dio
che
parla, l'invito,
ispirazione,
la
santificazione,
che abilita o fá
i doni.
Ma
poiché Dio è uno, e non tre esseri separati, lo Spirito Santo non è
un Dio separato.
Dio
ha una volontà,
Non
è una questione di due o tre Esseri distinti,
cioé, Dio
che decide.
Ciò
sarebbe in contraddizione con le Scritture,
perche Isaia
44: 6-8
dice:"Così
ha detto il Signore, il Re d'Israele, e suo Redentore, il Signor
degli eserciti: Io sono il primiero, ed io son l'ultimo; e non vi è
Dio alcuno fuor che me.
E
chi è come me, che abbia chiamato, e dichiarato, e ordinato quello,
da che io stabilii il popolo antico? annunzino loro que' dii le cose
future, e quelle che avverranno. Non vi spaventate, e non vi
smarrite; non ti ho io fatte intendere, e dichiarate queste cose ab
antico? e voi me ne siete testimoni; evvi alcun Dio, fuor che me? non
vi è alcun'altra Rocca, io non ne conosco alcuna".
Si
tratta di un solo Dio, una sola volontà.
Il
Figlio è l'espressione della volontà del Padre,
perche nascendo di donna era naturale che avesse un Padre e in questo
caso Spirituale.
Allo
stesso modo, lo Spirito Santo costituisce l'opera nel mondo.
Paolo
dice che "il Signore è lo Spirito", e parla di "il
Signore,
che è lo Spirito" (
2
Corinzi 3: 17-18).
Lui
dice "lo Spirito dà vita" (versetto 6), che è qualcosa
che solo Dio può fare.Sappiamo che il Padre, solo perché lo Spirito
ci permette di credere che Gesù è il Figlio di Dio.
Se il Figlio
abita in noi e il Padre abita in noi,
è solo perché lo Spirito Santo
abita
in noi (Giovanni
14: 16-17,23;Romani
8: 9-11).
Poiché
Dio è uno, se lo Spirito è in noi, allora il Padre e il Figlio é
in noi,
Gesú stesso cé lo disse in tante maniere: Io e il Padre siamo uno,
siamo la stessa cosa, chi ha visto me, a visto il Padre.
Paolo
equipara lo Spirito, il Signore, e Dio in 1
Corinzi 12: 4-11.
Lui
dice che è "lo stesso Dio che ispira" al versetto 6, e lui
dice "queste sono opera di un solo e medesimo Spirito," e
continua a dichiarare che lo Spirito fa tutto questo come lo Spirito
vuole (versetto 11) cioé
"Come Dio
vuole".
Come
può fare
questo lo
Spirito
Santo?
Lo
Spirito Santo
puó farlo perche questo parla al nostro cuore, lo Spirito dell'uomo
ha finalmente allacciato un contatto, uguale a quello che c'era tra
Dio e Adamo, ha una comunicazione diretta con Dio.
Dio
é Spirito solo essendo Spirito puó albergare nel nostro cuore,
Dio è uno,
Adorare
Dio é
adorare Dio, pensare di adorare la figura dello Spirito Santo
credendo che sia qualcosa di separato da Dio quindi un'altra
"persona"pecchiamo di idolatria.
Noi
non rivolgiamo la nostra adorazione allo Spirito Santo, ma a Dio, se
Dio
é
in noi (Spirito Santo), ci fa adorare.
Il
Consolatore non puó
parlare
per conto suo
perche non é un'altra cosa, ma parla perche Dio vive in Spirito
dentro di noi.
Il
Padre viene visto dall'umanitá come: il Creatore e la fonte di tutte
le cose. Il Figlio come il Redentore e Salvatore. Lo Spirito Santo
come il Consolatore e Avvocato. Lo Spirito Santo è Dio in noi,
attraverso Lui, siamo purificati e salvati in modo che possiamo avere
comunione con lui . Lo Spirito suscita i nostri cuori e le nostre
menti e ci inclina verso la fede e quindi ci conduce verso la via e
la porta. Lo Spirito ci dà doni, i doni di Dio, compresa la fede, la
speranza e l'amore.
Tutto
questo è opera dell'unico Dio, che si é manifestato a noi come
Padre, Figlio, e Spirito Santo.Egli non è un Dio diverso dal Dio del
Vecchio Testamento, ma lo stesso Dio nel Nuovo Testamento, ha
mandato un essere umano a morire per i nostri peccati ed essere
elevato alla gloria, e lui ci ha inviato il suo Spirito - il
Consolatore - abitare in noi, per guidarci alla verità tutta intera,
e per conformarci all'immagine di Cristo.
Quando
preghiamo, l'obiettivo della preghiera è raggiungere Dio, ma è
anche Dio che ci conduce verso questo obiettivo, ed è anche Dio, che
è la via lungo la quale siamo portati a camminare verso la meta.
La
figura del Padre ha
avviato
il piano di salvezza.
La figura del Figlio
incarna ed esegue l'espiazione,
il piano di redenzione per la salvezza dell'umanità.
La figura dello Spirito
Santo applica i benefici, o doni, di redenzione la salvezza
effettiva dei fedeli credenti.
Tutto questo è opera di
un solo Dio, il Dio della Bibbia.
Paolo
conclude
la
seconda lettera ai
Corinzi con la benedizione: "La grazia del Signore Gesù Cristo,
e l'amore di Dio, e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti
voi" (2
Corinzi 13:14).In
questo versetto, Paolo mette in risalto l'amore di Dio, che si
manifesta a noi attraverso la grazia che ci dona in Gesù Cristo e la
comunione mediante lo Spirito Santo
che vive dentro di noi.
Perché dicono Dio, essere 3 persone?
Molte
persone hanno solo una vaga idea di ciò che la Bibbia insegna circa
l'unicità di Dio.La maggior parte in realtà non ci pensano. Alcuni
ne parlano nei momenti di confutazione, ma non conoscono l'argomento.
Alcuni immaginano tre esseri separati. Alcune foto illustrano Dio una
stessa sostanza e tre teste. Altri pensano di un Essere che passa da
padre in figlio allo Spirito Santo ogni volta che vuole. E 'facile
fare questi errori, questi errori esistevano anche nella chiesa
primitiva e cioé dopo che tutti gli Apostoli di Gesú Cristo non
erano piú in vita, le eresie di alcuni aveva confuso moltissimi
Cristiani, ecco perché si sono tutti accordati nel trovare una
parola che non é Bibblica e che si chiama trinitá.
Molte
persone usano la parola trinità come una definizione della dottrina
biblica su Dio.Tuttavia, se richiesto, la maggior parte non sarebbe
in grado di spiegare ciò che la Bibbia insegna realmente, di come
Dio è uno. In altre parole, ciò che molte persone immaginano,
quando parlano della trinità, é qualcosa allucinante, essi vegetano
in una confusione totale, lo si evince per esempio dalla preghiera,
pregano lo Spirito Santo passando per il figlio e il padre come si si
stesse pregando a degli idoli di tre funzioni diverse, questo NON é
Bibblico. Alcuni nella confusione usano la parola persone, separano
Dio in persone e catalogano Dio Padre 1a persona della trinitá, il
Dio figlio 2a persona della trinitá e, il Dio Spirito Santo 3a
persona della trinitá, in questo concetto come si puó credere che
non si é idolatri?
La
parola Persone, che è normalmente inclusa nelle definizioni di
lingua inglese della trinità,
fa sì che le persone pensino
a
tre esseri.
"Un
Dio che è tre Persone - Padre, Figlio, e Spirito Santo," è un
modo comune per
spiegare la
trinità,
il significato comune della parola
persona
è
fuorviante quando è applicato a Dio.
usando
la parola persona, satana volontariamente fá pensare alla mente
umana
che Dio ha dei limiti, e che la trinità stá
nel suo essere tre individui separati,
questa é la bugia del 3° Millennio.
La
parola persona,
in inglese
deriva dalla parola latina
persona.
La
parola
persona
è
stata usata dai teologi per descrivere il Padre, il Figlio e lo
Spirito Santo in lingua latina
perche non si capiva cosa Gesú intendesse dire. É
una parola originariamente utilizzata
per un ruolo che gli
attori usano per calarsi nel ruolo da interpretare. E
'stata anche la parola della
"maschera", perché gli attori indossavano maschere diverse
per ogni personaggio.
Ma
non è così che Dio si rivela nella Bibbia.
Vi
è un solo Dio, non tre.
La
Bibbia rivela che Padre, Figlio, e Spirito Santo sono il modo in cui
l'unico vero Dio della Bibbia si
è
manifestato,
il modo in cui Dio esiste sempre.
Dicono: Un solo Dio, tre ipostasi...
La
definizione ipostatico é l'unione della natura umana a quella
divina,
molti credenti della trinitá stabiliscono che le tre persone della
trinitá, essere ipostasi, cioé: l'unione
della natura umana con quella divina nell'unica persona di Cristo,
per quanto riguarda Cristo prima che ascendesse al cielo, era cosí,
adesso non é piú cosí!
Dio non ha una natura umana, Dio é Spirito! Non ci sono altre
definizioni, tutto quello che viene detto, scritto o pensato, se non
é Spirito e eresia.
Gli
uomini sono ipostatici, l'uomo é ipostatico, esso é per definizione
un unione di natura umana a quella Spirituale.
La
Bibbia in Genesi 1:26 dice:"POI IDDIO DISSE: FACCIAMO GLI UOMINI
ALLA NOSTRA IMMAGINE SECONDO LA NOSTRA SOMIGLIANZA..." Dio creó
lo Spirito degli uomini alla Sua immagine secondo la Sua somiglianza,
perche Lui essendo Spirito creó lo Spirito. Poi nel capitolo 2 verso
7, Dio forma l'uomo dalla polvere della terra e gli immette quello
Spirito di prima, tanté che Lui dice che questi diventa "Anima
vivente." Ecco in questo caso si, l'uomo é ipostatico.
Quando
questi, dichiarano che Dio è uno e nello stesso tempo tre, è utile
quardare attentamente la impostazione delle parole usate, essi implicano tre Dei, hanno compromesso l'unicità di Dio, ecco sono caduti nell'idolatria. Il problema è, tutte le parole che si riferiscono a cose
create tendono a indurre in errore per il loro contesto nel
linguaggio ordinario. La maggior parte delle parole, tra cui la
parola Persone, tendono a confondere volontariamente, la natura di
Dio con l'ordine creato, satana ha studiato un sistema
teologico-matematico, molto acuto. D'altro canto, tutte le parole in un modo o nell'altro si
riferiscono al'ordine creato. Quindi è importante sapere cosa
intendiamo, e cosa non intendiamo, quando usiamo una parola in
riferimento a Dio.
Ebrei
1:3 ci consegna la risposta a tutti i nostri ragionamenti, a tutte le
nostre domande, dobbiamo solo capire l'impostazione delle suddette,
vediamo:"Il
quale, essendo lo splendor della gloria, e l'impronta della
sussistenza d'esso; e portando tutte le cose con la parola della sua
potenza, dopo aver fatto per sè stesso il purgamento de' nostri
peccati, si è posto a sedere alla destra della Maestà, ne' luoghi
altissimi;"Non si é posto a sedere alla destra di Dio, ma al lato della potenza.
Questo
verso ci comunica, che Gesú é lo splendore di quella gloria che mai
nessuno potette vedere, siede alla destra della Sua maestá, Gesú é
la potenza, Gesú con la forza della Sua parola creó ogni cosa
(v.10)
Questo
passaggio è utile in diversi modi.
Essa
afferma: "Cristo
essere
lo splendore della gloria,
e l'esatta rappresentazione del suo essere, sostenendo tutte le cose
con la sua parola potente."
E dalla
descrizione di Gesú come "lo splendore della gloria,"
impariamo una serie di cose. Il Figlio non è un Essere separato.
Gesú è eterno, proprio come dice di essere il Padre. In altre
parole, il Figlio É il Padre. Non si può semplicemente avere
radiosità senza fonte di splendore, o una fonte di luminosità senza
la radianza stessa.
in
fede G.Basile
venerdì 15 agosto 2014
12° Studio. IN GESÚ ABITA TUTTA LA PIENEZZA DELLA DEITÁ
IN
GESÚ ABITA TUTTA LA DEITÁ.
La
Bibbia ci ha insegnato che Dio é uno. Non ci sono altri dei, tre o
mille. La nostra fede ha come base la unicitá di Dio.
Ecco
perche la venuta di Gesú Cristo ha suscitato cosi forti polemiche
nelle comunitá dei suoi tempi.
Per
primo fú uno scandalo per i Giudei, Dio si
è rivelato all'umanità attraverso Gesù Cristo, Ebrei 1:3a dice:
"Il quale, essendo lo splendor della gloria, e l'impronta
della sussistenza d'esso; e portando tutte le cose con la parola
della sua potenza..." Questo Gesú essendo anche figliolo
dell'uomo, chiama Dio:"Padre" e dice che, chi ha visto Lui
ha visto il Padre, Lui e il Padre sono la stessa cosa, non é che
sono 2 gemelli o una fotocopia, dice la stessa cosa. Poi Gesú
afferma coraggiosamente, "Io e il Padre siamo uno", dopo la
resurrezione di Gesú, Tommaso gli dice:" Signor mio, e Iddio
mio." Gesú Cristo é Dio, Lui non dice a Tommaso, "Ma cosa
dici, io sono suo figlio o un'altra persona! Gesú non dice nulla, e
se Gesú non dice nulla oggi parlano alcuni falsi profeti e ciarlano
dicendo che Gesú, si é Dio ma la seconda persona della trinitá,
ecco oggi cercheremo con l'aiuto dello Spirito di capire con la
nostra mente che Dio formó, che la trinitá é un invenzione
satanica e che in questi ultimi tempi é venuta alla ribalta perche
lo Spirito Santo sta aprendo le menti, nella stessa maniera che fú
fatto agli apostoli, oggi succede a coloro che vogliono servire il
Signore e quindi conoscere la sana dottrina della Parola di Dio.
Il
Giudaismo non ha accettato questo. "Il Signore è il nostro Dio,
il Signore è uno", adesso spunta Gesú di fede Ebraica, con
profonda intuizione scritturale con potenza miracolosa e sostiene di
essere "Io Sono", alcuni leader Ebrei avevano intuito che
Gesú era un maestro venuto da Dio,
ma a dire Io son desso?! Oggi ancora si fanno la domanda, non solo
loro,
alcuni nel 325 d.C. hanno risolto il problema accordandosi umanamente
di dividerlo in tre persone e quindi questo mistero lo hanno
chiamato trinitá che poi dopo é sfociato in idolatria tanté che il
90 % dei credenti non riescono a capire, perché questo é e questo
si deve credere, e quindi credono che ci sia Dio Padre, Dio Figlio e
Dio Spirito che sommati sono tre dii. Come dicevo, le religioni si
accordarono perche Dio non viveva nel loro cuore, perche
se Dio fosse stato nel loro cuore, Egli stesso avrebbe rivelato la
Deitá.
Ecco
perche i Giudei in tante occasioni cercavano di ucciderlo, lo hanno
finalmente preso nell'orto del Getsemane, e quindi lo hanno
condannato a morte, perche pensavano che con le Sue affermazioni,
avesse bestemmiato, il
Sommo Sacerdote lo interrogó dicendo:"Sei tu il Cristo,
il Figliuol del Benedetto?" Gesú rispose: "Si io sono,"
allora il Sacerdote si stracció le vesti dicendo che questa era una
bestemmia e quindi reo di morte.
Non
erano riusciti a capire alla fine ció che Gesú venne a svolgere
sulla terra.
Gli
Ebrei sanno benissimo che Dio é il loro Padre, Gesú gli dice che é
la stessa cosa poi Gesú continua in altra maniera dicendo che Lui é
la Via la Veritá e la Vita, nessuno viene al Padre se non per mezzo
di Gesú, dice che é la porta e se uno entra per esso sará salvato,
poi dice che Lui é la vite e noi siamo i tralci, e se dimoriamo in
Lui portiamo molto frutto, alla fine dice anche, se non credete a me
almeno credete allo opere che Io faccio, niente di niente, tanté che
loro aspettano ancora il Messia.
Dio
vuole relazionarsi all'uomo Egli ha fatto il patto perfetto, non fece
costruire nuovamente un Arca, Egli viene sulla terra nelle spoglie di
un uomo, in questi abbita tutta la pienezza della Deitá, riesce a
relazionarsi facendosi chiamare figliolo dell'uomo perché questo
era, Gesú conosce le piú profonde intuizioni scritturali Egli é
Dio manifestato in carne, l'uomo Gesú porta in giro la pienezza
della Deitá. Quando Gesú si presenta a Giovanni Battista, questi
non lo vuole battezzare, Giovanni per lo Spirito sapeva chi era Gesú,
non sapeva che Gesú doveva essere accettato da tutti, ecco perche
Gesú dice a Giovanni:" Lascia al presente; perciocchè così ci
conviene adempiere ogni giustizia."
l'evento
continua dal cielo, tutti i presenti hanno saputo che Gesú procedeva
da Dio, da quel attimo inizió la predicazione della Buona Novella,
tutti coloro che sentivano parlare quest'uomo venivano compunti nel
cuore. Gesú nella predicazione continua a presentare l'amore di
Dio verso gli uomini, Gesù disse
ai suoi apostoli:Chi ha i miei comandamenti, e li osserva,
esso è quel che mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre mio; ed
io ancora l'amerò, e me gli manifesterò. (Giovanni 14:21) in questo
verso Gesú propone di osservare i suoi comandamenti, cosicche si
viene amati dall'iddio del cielo, ma nasconde anche chi é questo Dio
dei cieli. Vedete come Dio vuole
unire a tutti i costi
l'uomo a Lui
in un rapporto profondo di amore,
mette in condizioni favorevoli a farsi amare.
Gesù
continuò a spiegare:... "Se uno mi ama, osserverà la mia
parola il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora
presso di lui Chi non mi ama non osserva le mie parole Tali parole
che senti non è mia, ma è del Padre che mi ha mandato "(versi
23-24).
Dio
vive
in
coloro che vengono a Lui mediante la fede in Gesù Cristo,
impegnandosi a vivere in fedeltà a lui.
Pietro
predicò: "Ravvedetevi,
e
ciascuno di voi, siate battezzato
nel nome di Gesù Cristo, per la remissione dei vostri peccati, e voi
riceverete il dono dello Spirito Santo." (Atti
2:38).
Lo
Spirito Santo è Dio, lo
Spirito Santo abita nei credenti!
Paolo
sapeva che Dio viveva in lui: "Sono stato crocifisso con Cristo,
e non vivo più, ma.
Cristo vive in me.
La
vita che vivo nella carne, la vivo nella fede del Figlio di Dio, che
mi ha amato e ha dato se stesso per me "(Galati
2:20).
Poiché
Cristo vive in noi e lo Spirito Santo vive in noi,
Dio
vive
in noi.
Quel solo
Dio
vive in noi.
Dio
si è rivelato pienamente in Gesù Cristo
e noi appunto per rivelazione lo crediamo.
"Perché in Cristo
abita corporalmente tutta
la pienezza della Deitá"
(Colossesi 2:9) Che cosa può significare per noi questa
rivelazione? Essere partecipi dell'amore che Dio ha per noi, come ci
dice 2 Pietro 1:3-4 :SICCOME la sua potenza divina ci ha
donate tutte le cose, che appartengono alla vita ed alla pietà, per
la conoscenza di colui che ci ha chiamati per la sua gloria e virtù;
per le quali ci son donate le preziose e grandissime promesse;
acciocchè per esse voi siate fatti partecipi della natura divina,
essendo fuggiti dalla corruzione in concupiscenza, che è nel mondo;
Gesù
ci ha rivelato la gloria di Dio, il Figliolo dell'uomo ci ha rivelato
l'ereditá gloriosa che ha promesso al suo popolo, Egli ci ha fatto
conoscere la Sua presenza dentro di noi, anticipadocci la gloria
futura che noi bobbiamo vivere, lo Spirito Santo che vive dentro di
noi ci incomincia a fare gustare la Sua Gloria. Egli ci parlava del
Padre facendosi amare e cosi predisponendocci davanti a Lui con tutto
il cuore, Ecco perche Lui é Dio, perché Lui é riuscito a farci
innamorare, Lui e il Padre erano la stessa cosa, Lo Spirito Santo
sono la stessa cosa perche se lo Spirito Santo vive dentro di noi e
Gesú vive dentro di noi allora Gesú e lo Spirito Santo sono la
stessa cosa, se il Padre e il Figlio vengono ad abitare nel mio cuore
allora il Padre il Figlio e lo Spirito Santo é la stessa cosa, Dio
abita nel mio cuore, allora Dio é Uno, io personalmente conosco
circa 10.000 Cristiani battezzati con lo Spirito Santo e sicuramente
nel mondo cé ne erano e cé ne sono tantissimi altri, mi domando ma
quanti Spirito Santo ci sono? Ecco perche la trinitá appartiene a
satana, perche satana é confusione, e questo, ama la confusione,
perche se noi ci confondiamo, lui se ne approfitta e ci attacca la
mente, ma noi adesso abbiamo la rivelazione, sappiamo perche Gesú
diceva Padre e che Dio vive nel nostro cuore!
È uguale se ci chiamano"I soli Cristo" o "I Gesú solo", l'immportante é che non adoriamo tre dei, noi non abbiamo queste denominazioni ma se rende felice qualcuno, va bene cosi, quello che ci conforta é che se non si ravvedono, NOI, LI GIUDICHEREMO...
in
fede G. Basile
mercoledì 13 agosto 2014
10° Studio: IL DETERMINISMO.
IL DETERMINISMO
Il determinismo é
quella teoria secondo la quale non esiste il libero arbitrio, non
essendo l'uomo capace di fare le proprie scelte.
Tutto ció che
l'uomo fá é il risultato di circostanze che prescindono dalla sua
volontá e di leggi interiori alle quali non puó sfuggire.
L'uomo, quindi,
portando avanti la tesi del determinismo, non puó essere condannato
per le sue cattive azioni, ne lodato per quelle buone, in pratica
sono quelle persone che credono agli oroscopi, al destino, alla
predestinazione umana e agli auguri!
Diverso
è il pensiero di Dio, La Bibbia ci informa che Dio incontrava
quotidianamente Adamo ed Eva nel giardino dell’eden, intrattenendo
con loro una dolce relazione (Genesi 3:6). Tra i tanti benefici che
l’Eterno aveva provveduto per gli uomini, c’era anche il fatto
che siamo stati creati a Sua immagine e somiglianza per poter avere
comunione con Lui. Erano esseri intelligenti e questo ci porta ad
affermare il libero arbitrio. L’uomo poteva fare le scelte, grazie
alle sue capacità decisionali. Dio desiderava l’amore, l’amicizia,
la fedeltà da parte dell’uomo e tutto ciò ha senso solo se tali
cose sono donate liberamente. Dio si aspettava ubbidienza e l’uomo
è venuto meno. Questo è il fatto tragico che pesa su tutta
l’umanità! L’uomo ha peccato! Molti vogliono negare o
minimizzare il fatto del peccato, ma la Parola di Dio è chiara:
“Tutti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio” (Rom.
3:23). A questo proposito il verdetto divino è chiaro ed
inequivocabile: “Il salario del peccato è la morte” (Rom. 6:23).
Ma…perché
l’uomo è stato reso capace di peccare? Solo per rispettare la sua
libertà! Quando Dio ebbe finito di creare, vide che tutto quello che
aveva fatto era molto buono. Non c’era nell’uomo un “difetto
congenito” che lo costringeva al peccato, ma una meravigliosa
intelligenza attraverso la quale scegliere se ubbidire a Dio,
continuando a vivere in comunione con Lui o se rompere attraverso la
disubbidienza, la bella relazione col suo Creatore.
A
chi crede nel determinismo, volendo con ciò negare la responsabilità
delle proprie azioni davanti a Dio, diciamo loro che tali
affermazioni sono di nessuna importanza, non essendo essi
responsabili di quel che dicono, in virtù della loro stessa teoria.
Un autore cristiano ha scritto: “Un grammo di buon senso pesa più
di una tonnellata di filosofia”. È molto importante dar peso a
quel che Dio pensa del peccato. Tu cosa ne pensi? Non sei poi un così
gran peccatore? Ti sei messo davanti allo specchio della Parola di
Dio? Ti renderai immediatamente conto che nessun uomo può comparire
davanti a Dio così com’è! “Poiché il salario del peccato è la
morte” abbiamo un urgente bisogno di esserne liberati. Attenti, la
morte di cui stiamo parlando è quella che la Bibbia definisce la
morte seconda, ossia la condanna eterna nello stagno di fuoco e di
zolfo.
Cosa
fare per sfuggire a tale sorte? La condanna è inesorabile e “nessuno
può in alcun modo redimere il fratello, né dare a Dio il prezzo del
riscatto di esso. Il riscatto dell’anima dell’uomo è troppo caro
e farà sempre difetto” (Salmo 49:7,8). Le nostre buone azioni,
anche se innumerevoli, non possono cancellare uno solo dei nostri
peccati! C’è però una buona notizia! Dio, sapendo della nostra
incapacità a risolvere questo dilemma, ha provveduto per noi. Egli
ha mandato sulla terra Gesù a morire al posto nostro. “Poiché Dio
ha tanto amato il mondo che ha dato il Suo Unigenito Figliuolo,
affinché chiunque crede in Lui non perisca ma abbia vita eterna”
(Giovanni 3:16).
Tu
puoi essere liberato, salvato adesso stesso! Come? Non attraverso
qualche sacramento, ma accettando il Signore Gesú Cristo come tuo
personale Salvatore per tutta la vita, confessando a Lui stesso i
tuoi peccati. “Se confessiamo i nostri peccati, Egli è fedele e
giusto da rimetterci i peccati e purificarci da ogni iniquità (I°
Giovanni 1:18).
Il
determinismo è un’invenzione del diavolo, la salvezza è un atto
d’amore da parte di Dio.
Fa’
la tua scelta!
“Credi
nel Signore Gesù Cristo e sarai salvato…” (Atti 16:31)
Ecco
questo é ció che noi al momento della domanda:"Il destino?"
Dobbiamo far assapere alle genti, se esistesse il determinismo, Gesú
allora é morto nella croce invano! Gesú é morto e poi risuscitato
dalla croce perche essendo stati creati liberi gli uomini hanno
scelto la morte al posto della vita, ma siccome Dio nel Suo immenso
amore, ció che aveva creato era molto buono, continuó a portare
avanti il Suo progetto, Lui ci ama di un amore immenso per questo abbiamo
la "scelta".
Vogliamo
morire nel peccato o essere lavati nel sangue di Gesú, e salvati?.
Iddio
vi benedica grandemente.
8° Studio: COSA DICE LA BIBBIA DELLA CLONAZIONE
I progressi della conoscenza e i relativi sviluppi delle tecniche in ambito di biologia molecolare, genetica e fecondazione artificiale hanno reso possibili da tempo la sperimentazione e la realizzazione di clonazioni in ambito vegetale e animale ed ora anche umano.
Per quanto riguarda il regno animale si è trattato, fin dagli anni trenta, di esperimenti di produzione di individui identici ottenuti per scissione gemellare artificiale, modalità che impropriamente si può definire clonazione. La pratica della scissione gemellare in campo zootecnico si va diffondendo nelle stalle sperimentali come incentivo alla produzione multipla di dati esemplari scelti.
Nel 1993 Jerry Hall e Robert Stilmann della George Washington University hanno divulgato dati relativi ad esperimenti di scissione gemellare (splitting) di embrioni umani di 2, 4 e 8 embrioblasti, da loro stessi eseguiti. Esperimenti condotti senza il previo consenso del Comitato Etico competente e pubblicati per stimolare, secondo gli autori, la discussione etica.
Il termine "clonazione" ha ottenuto una certa popolarità, tanto da essere ormai comprensibile a tutti. Fino al 1997 era utilizzato in esclusiva dagli scienziati, con un significato che non suscitava interesse: la clonazione è primariamente una tecnica per riprodurre una cellula - o un microrganismo - utilizzando il suo stesso materiale genetico. Fenomeni analoghi avvengono in natura, quando da una stessa cellula germinale fecondata si formano più individui con lo stesso patrimonio genetico (gemelli identici). Nella partenogenesi - letteralmente: nascita attraverso una vergine - un ovocita comincia a dividersi come se uno spermatozoo fosse entrato nel suo interno. Anche questo fenomeno è presente in natura, in alcuni mammiferi, uccelli e animali meno complessi.
Quanto detto rappresentava solo il trampolino di lancio. La notizia data dalla rivista "Nature", del 27 febbraio 1997, della nascita della pecora Dolly ad opera degli scienziati scozzesi Jan Vilmut e K.H.S. Campbell con i loro collaboratori del Roslin Institute di Edimburgo ha però scosso, in modo eccezionale, l'opinione pubblica e ha provocato pronunciamenti di comitati e autorità nazionali e internazionali: questo perché si è trattato di un fatto nuovo e ritenuto sconvolgente. La novità del fatto è duplice. La prima ragione è che si è trattato non di una scissione gemellare, ma di una novità radicale definita clonazione, cioè di una riproduzione asessuale e agamica volta a produrre individui biologicamente uguali all'individuo adulto, fornitore del patrimonio genetico nucleare. La seconda ragione è che questo tipo di clonazione vera e propria era ritenuto fino ad ora impossibile. Si riteneva che il DNA delle cellule somatiche degli animali superiori, avendo ormai subito l'imprinting della differenziazione, non potesse più recuperare la totipotenzialità originale e, conseguentemente, la capacità di guidare lo sviluppo di un nuovo individuo. Superata questa supposta impossibilità, sembrava che fosse aperta ormai la strada alla clonazione umana, intesa come replicazione di uno o più individui somaticamente identici al donatore.
Da Dolly all'uomo il passo è stato breve.
ECCO ME STESSO
Sembra uscita da un film di fantascienza, ed invece è ormai la realtà. La clonazione è diventata un caso mondiale, dopo la notizia della pecora clonata in Gran Bretagna, e delle scimmie duplicate in America. Ma cos'è la clonazione? La clonazione è letteralmente la "copia" di uno o più esseri viventi a partire da un individuo, l'originale. La copia viene effettuata a livello di DNA, il codice genetico che ha ogni essere vivente, e da essa viene "costruito" il clone (dal greco Klon, "germoglio"), cioè l'embrione che viene impiantato in un utero ospite. Infatti non bisogna pensare alla clonazione come ad un colpo di bacchetta magica che permetta di "creare" istantaneamente centinaia di individui identici: la clonazione - allo stato attuale delle cose - ha bisogno comunque di tempo per avvenire dato che l'incubazione dell'embrione clone avviene all'interno di un utero e ha una durata esattamente identica a quella della gestazione naturale per quella determinata specie vivente.
Nei laboratori della società americana Advanced Cell Technology, tre embrioni umani sono stati clonati e fatti sviluppare fino allo stadio di sei cellule; l'esperimento è stato di breve durata: gli embrioni, infatti, sono morti prima di fornire materiale utile per la ricerca.
L'annuncio spettacolare fatto dalla società americana Advanced Cell Technology ha riportato l'attenzione di tutti sulla frontiera, in continua espansione, della genetica. Che cosa è successo?
Le dichiarazioni dei ricercatori hanno usato un linguaggio da iniziati: "Trasferimento nucleare e partenogenesi di cellule somatiche". La stampa si è incaricata di tradurre in "clonazione di un essere umano".
Sorge spontanea la prima di una serie di domande: "Avrà avuto un nome, un numero, una sigla in codice, l'embrione umano clonato nei laboratori della Advanced Cell Technology?" La pecora clonata a Edimburgo (1997) fu chiamata Dolly. La scimmia clonata nell'Oregon (1999) fu chiamata Tetra. Questo essere umano che spezza la storia agli albori del millennio ha il nome predestinato di "nessuno", perché per quelli che lo hanno fatto, non è nessuno. Non lo hanno fatto neanche per farlo vivere, ma per avere un serbatoio di materia preziosa; per loro, è un piccolo ammasso cellulare, con dentro il segreto della totipotenza (le cellule totipotenti sono quelle in grado di dare origine a uno qualsiasi dei diversi tipi cellulari dai quali derivano tutti i tessuti dell'adulto), il miracolo posseduto.
Il mondo intero ha avuto un sussulto. Non si tratta così la vita, non si tratta così l'essere umano. La comunità scientifica è in subbuglio; piovono le disapprovazioni e le condanne, in campo etico, giuridico e politico. Nella gente affiora un'oscura inquietudine, un disagio interiore difficile da spiegare.
Eppure la Advanced Cell Technology, che due anni fa aveva provato persino a inoculare cellule umane in ovuli di mucca, pensa di andare avanti. I leader della Advanced Cell Technology, Jose Cibelli, Michael West e Robert Lanza, hanno pubblicamente affermato che il loro obiettivo non voler fabbricare individui umani come fotocopia genetica di altri già esistenti, bensì riprodurre soltanto le cellule staminali per cercare la cura di malattie oggi inguaribili. Gli scienziati americani si difendono parlando di clonazione terapeutica, ovvero di una tecnica per poter disporre di quelle cellule non differenziate (staminali) utili per la guarigione di malattie per le quali non vi sono ancora terapie efficaci: il cancro e le malattie debilitanti dell'anzianità che vanno dal morbo di Parkinson all'infarto del miocardio. Si tratta di una vera e propria rivoluzione scientifica e tecnologica: la biotecnologia, Progressi della scienza? Speranze di vincere, così, le malattie degenerative, con cellule fresche prese agli embrioni clonati? La clonazione dell'embrione umano potrebbe, secondo gli esperti, ritornare utile anche per i trapianti. Essendo l'embrione clonato gemello perfetto del suo "genitore", le cellule saranno istocompatibili, schivando il rigetto quando saranno usate per trapianti sull'adulto. Il futuro ci prospetta così, esseri umani di secondo livello a cui poter prelevare l'organo più utile nel momento della necessità ovvero feti come banche di organi. L'embrione umano clonato nei laboratori della Advanced Cell Technology è un serbatoio di materia preziosa; un piccolo ammasso cellulare, con dentro il segreto della totipotenza (le cellule totipotenti sono quelle in grado di dare origine ad uno qualsiasi dei diversi tipi cellulari dai quali derivano tutti i tessuti dell'adulto). L'embrione clonato, il "germoglio" umano ("clone" dal greco vuol dire proprio germoglio) è soltanto materiale accantonato, utile a rifornire cellule fresche.
L'embrione umano "è uno di noi"
La seconda strategia (oltre a quella della clonazione terapeutica), utilizzata da chi cerca di fare accettare dall'opinione pubblica mondiale la clonazione, consiste nel sostenere che ai livelli iniziali della vita dell'uomo non si abbia a che fare con la vita umana, ma con forme pre-umane: è la teoria del cosiddetto pre-embrione. Una teoria che non compare in nessun testo di biologia, ma che ha la funzione di giustificare determinate biotecnologie e alleggerire la responsabilità morale dei ricercatori che manipolano la vita umana. Ma un embrione non è forse un bambino in potenza? Con ciò che viene chiamato pre-embrione si può fare di tutto? L'embrione è più dell'insieme di cellule specializzate; è un essere umano nelle prime fasi del suo sviluppo come la stessa Bibbia afferma: "Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora" (Salmo 139:15,16).
Il Consiglio d'Europa, nella Convenzione che formula la base etica non negoziabile che tutti i Paesi dell'Unione europea si impegnano a rispettare, ha previsto esplicitamente la proibizione di creare embrioni umani ai fini di ricerca (articolo 18). Se l'embrione - per riprendere un'espressione con cui è stato presentato un documento del Comitato nazionale per la bioetica sullo statuto dell'embrione - "è uno di noi", va protetto. Non può essere prodotto e gettato, dopo averlo utilizzato. Le utilità che ne possono derivare, comprese quelle nobilissime della cura di malattie, non sono una giustificazione sufficiente, qualora riconosciamo anche all'embrione l'appartenenza alla famiglia umana.
La biologia insegna che dal momento del concepimento si innesca un processo di sviluppo pienamente autonomo, che va perfettamente avanti da sé, senza che nessuno debba togliere né aggiungere nulla. E' già un bambino, sia pur piccolissimo, l'adulto dì un giorno, 1'anziano che sarà molto più in là nel tempo. Far riprodurre in provetta embrioni umani per poi sezionare i corpicini per quanto piccoli, trattenere ciò che "serve" e gettare il resto nel buco del lavandino è un'azione che va a distruggere il valore assoluto della persona, soprattutto perché piccolissima e perciò massimamente bisognosa di protezione. Dire di "no" a certi processi tecnologici che intaccano la dignità della persona piccola ed estremamente vulnerabile è difendere la dignità dell'umanità stessa. Come dire di "no" a un bambino che cresce? Gli si fa un gran dono facendogli sapere cosa gli consentirà di vivere bene e svilupparsi in pienezza e cosa invece lo potrà portare alla malattia, fisica e mentale, fino all'autodistruzione. Non mi va via di mente quell'esserino umano fabbricato e vivo per poche ore; i fenomeni biologici non mi dicono ancora nulla della vita fino al momento in cui la vita viva è la "mia" vita, cioè sono io: e non conto le mie cellule, poche o tante, per sapere che sono io, l'unico io nell'intero universo. Così mi chiedo che cos'è la vita per quel germoglio umano, e so che è esattamente la "sua" vita, cioè è "lui". E lui vale quanto me.
Forse sulla generazione della vita non abbiamo riflettuto abbastanza, sul fatto che ogni uomo è "figlio". Fino al giorno, forse, in cui un nostro figlio, di fronte al più classico dei rimproveri ("con tutto quello che ho fatto per te..."), ha replicato con la più classica delle risposte reattive: "Non ti ho chiesto io di venire al mondo". In quel momento, l'immagine della generazione si è trovata di fronte al suo mistero umano profondo, all'amore dell'uomo e della donna, al loro abbraccio, al dono della vita e all'inconfondibile alterità della nuova vita. Non posseduta, non fatta, ma trasmessa per vocazione di natura.
Ma allora l'embrione clonato, il germoglio umano ("clone", dal greco, vuol dire proprio germoglio) è figlio donato a sé stesso, o è materiale accantonato dal genitore, vivo quel tanto che basta a portargli via le cellule? Perché questo è lo scopo della clonazione: dal nucleo di una cellula adulta iniettata in un ovulo si sviluppa un embrione che replica esattamente il patrimonio genetico di quell'adulto. È questo il picco della follia, che capovolge il concetto di generazione. Già i progetti di manipolare la vita nascente per produrre un figlio con le fattezze desiderate, ci danno un senso di violenza e profanazione. Ma produrre un figlio per distruggerlo e usarlo, non più dono della vita, ma materia di saccheggio, è l'emblema di una umanità che divora sé stessa. Un'altra preoccupazione riguarda la possibilità di malformazioni in bambini concepiti con l'uso della clonazione embrionale. L'esperienza degli stessi procedimenti utilizzati con animali suggerisce che la preoccupazione è reale. Gli animali clonati, infatti, spesso manifestano gravi problemi, come malformazioni cardiache o difetti del sistema immunitario. Non solo, l'esperienza di venti anni di procreazione in vitro ha dimostrato quanto è reale tale apprensione (ad esempio spina bifida, malformazioni cardiache, ecc.).
COSA PENSANO GLI ITALIANI DELLA CLONAZIONE?
Da tre anni la People-Swg osserva costantemente l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle sperimentazioni genetiche. E adesso aggiorna i dati, rilevando che oggi siamo un po' meno preoccupati che in passato. L'orientamento generale passa dal 31 per cento di propensione del 1999, al 37 del 2000 e al 43 del 2001, mentre la contrarietà scende dal 69 per cento del 1999, al 63 del 2000, fino al 57 del 2001. Sull'affermazione secondo cui le sperimentazioni genetiche comportano più rischi che vantaggi, nel 1999 era d'accordo il 63 per cento, nel 2000 il 57 e nel 2001 il 42. Sul continuare la sperimentazione nonostante i problemi etici, nel 1999 era d'accordo il 58 per cento, nel 2000 il 61, nel 2001 il 55.
IL CREDENTE DICE DI NO ALLA NUOVA TORRE DI BABELE
Perché noi cristiani evangelici diciamo di no alla clonazione umana? Perché essa offende Dio, il Creatore della vita. La Bibbia ci presenta sin dall'inizio, nel primo verso della Genesi, Dio come Creatore: "Nel principio Dio creò i cieli e la terra" (Genesi 1:1).
Ancora, nel libro dell'Apocalisse è scritto: "Poiché tu (Dio) creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furono create" (Apocalisse 4:11).
L'uomo ha sempre coltivato in sé, l'idea di poter divenire uguale a Dio, spodestandoLo dal Suo trono o divenendo dio di se stesso. Fu questo sentimento dettato dall'orgoglio e dalla presunzione che spinse gli uomini a voler costruire una torre, quella di Babele, la cui cima giungesse fino al cielo alo scopo di mettersi alla stessa stregua di Dio. Sappiamo bene quali furono le conseguenze di quest'atto sconsiderato per l'intera umanità, che aveva complottato contro il suo Creatore.
È scritto, che negli ultimi tempi, gli uomini saranno: "...senza affezione naturale...inventori di mali..." (Romani 1:29,30).
Non è forse la "clonazione umana", l'invenzione di un male? L'uomo anziché continuare a contendere con il suo Creatore non si chiede: "Dov'è Dio, il mio creatore che ci fa più intelligenti delle bestie dei campi e più savi degli uccelli del cielo?" (Giobbe 35:10).
CONCLUSIONE
È ingenuo, soprattutto nel nostro tempo affermare che la ricerca scientifica sia volta al bene dell'umanità e che il progresso non può, e non deve essere fermato. L'ingegneria genetica ha stabilito nella storia del pensiero scientifico un salto notevole, la ricerca si è spostata dalla manipolazione della materia inerte a quella della materia vivente. Fino ad ora si era lavorato per migliorare la qualità della vita, da questo momento la si vuole addirittura modificare.
Lo scopo della ricerca scientifica non è, crediamo, la pura contemplazione, ma il bene dell'uomo, quindi, la scienza deve essere l'esaltazione della cultura della vita nel pieno rispetto dei cicli e delle leggi di natura. Non tenere conto di questo vorrebbe dire violare un ordine secolare e divino, che fino ai nostri giorni si è conservato inalterato. Con l'ingegneria genetica, l'uomo non rischia di evocare forze e fenomeni incontrollabili? È chiaro che si sta varcando un confine molto pericoloso non quantificabile, ma che qualifica: quello della vita. L'uomo, proprio come nell'episodio biblico della Torre di Babele, ha deciso di utilizzare la tecnica per raggiungere una meta che è al di là delle sue competenze.
Nel brano di Genesi 11 gli antichi edificatori dall'utilizzazione dei mattoni cotti passarono alla costruzione di una grande torre, per poi varare un progetto più ambizioso ancora, che andava al di là della semplice impresa ingegneristica. Volevano giungere al cielo. Lo stesso sta accadendo oggi, dalla scoperta di elementi di per sé utili e vantaggiosi, si passa ad impieghi, che vanno al di là del semplice dato scientifico ed investono il diritto più prezioso e inalienabile dell'uomo: la vita. Etica e scienza non sono ambiti diversi della conoscenza ma fanno parte di un unico sapere, che ha come oggetto e protagonista l'uomo, il quale alla luce della Scrittura dovrebbe, con tanta umiltà, affermare: "Il soffio dell'Onnipotente mi dato la vita" (Giobbe 33:4).
Le Sacre Scritture non parlano di una clonazione umana, e quindi siamo certi che come successe nel tempo della Babele accadrá oggi, e siccome Dio ha parlato e detto: "Ora quando avrete veduta l'abbominazion della desolazione, detta dal profeta Daniele, posta dove non si conviene (chi legge pongavi mente),." Marco 13:14a Siamo certi che il Signore stá per ritornare, ogni occhio lo vedrá, e il mondo sará giudicato.
Per quanto riguarda il regno animale si è trattato, fin dagli anni trenta, di esperimenti di produzione di individui identici ottenuti per scissione gemellare artificiale, modalità che impropriamente si può definire clonazione. La pratica della scissione gemellare in campo zootecnico si va diffondendo nelle stalle sperimentali come incentivo alla produzione multipla di dati esemplari scelti.
Nel 1993 Jerry Hall e Robert Stilmann della George Washington University hanno divulgato dati relativi ad esperimenti di scissione gemellare (splitting) di embrioni umani di 2, 4 e 8 embrioblasti, da loro stessi eseguiti. Esperimenti condotti senza il previo consenso del Comitato Etico competente e pubblicati per stimolare, secondo gli autori, la discussione etica.
Il termine "clonazione" ha ottenuto una certa popolarità, tanto da essere ormai comprensibile a tutti. Fino al 1997 era utilizzato in esclusiva dagli scienziati, con un significato che non suscitava interesse: la clonazione è primariamente una tecnica per riprodurre una cellula - o un microrganismo - utilizzando il suo stesso materiale genetico. Fenomeni analoghi avvengono in natura, quando da una stessa cellula germinale fecondata si formano più individui con lo stesso patrimonio genetico (gemelli identici). Nella partenogenesi - letteralmente: nascita attraverso una vergine - un ovocita comincia a dividersi come se uno spermatozoo fosse entrato nel suo interno. Anche questo fenomeno è presente in natura, in alcuni mammiferi, uccelli e animali meno complessi.
Quanto detto rappresentava solo il trampolino di lancio. La notizia data dalla rivista "Nature", del 27 febbraio 1997, della nascita della pecora Dolly ad opera degli scienziati scozzesi Jan Vilmut e K.H.S. Campbell con i loro collaboratori del Roslin Institute di Edimburgo ha però scosso, in modo eccezionale, l'opinione pubblica e ha provocato pronunciamenti di comitati e autorità nazionali e internazionali: questo perché si è trattato di un fatto nuovo e ritenuto sconvolgente. La novità del fatto è duplice. La prima ragione è che si è trattato non di una scissione gemellare, ma di una novità radicale definita clonazione, cioè di una riproduzione asessuale e agamica volta a produrre individui biologicamente uguali all'individuo adulto, fornitore del patrimonio genetico nucleare. La seconda ragione è che questo tipo di clonazione vera e propria era ritenuto fino ad ora impossibile. Si riteneva che il DNA delle cellule somatiche degli animali superiori, avendo ormai subito l'imprinting della differenziazione, non potesse più recuperare la totipotenzialità originale e, conseguentemente, la capacità di guidare lo sviluppo di un nuovo individuo. Superata questa supposta impossibilità, sembrava che fosse aperta ormai la strada alla clonazione umana, intesa come replicazione di uno o più individui somaticamente identici al donatore.
Da Dolly all'uomo il passo è stato breve.
ECCO ME STESSO
Sembra uscita da un film di fantascienza, ed invece è ormai la realtà. La clonazione è diventata un caso mondiale, dopo la notizia della pecora clonata in Gran Bretagna, e delle scimmie duplicate in America. Ma cos'è la clonazione? La clonazione è letteralmente la "copia" di uno o più esseri viventi a partire da un individuo, l'originale. La copia viene effettuata a livello di DNA, il codice genetico che ha ogni essere vivente, e da essa viene "costruito" il clone (dal greco Klon, "germoglio"), cioè l'embrione che viene impiantato in un utero ospite. Infatti non bisogna pensare alla clonazione come ad un colpo di bacchetta magica che permetta di "creare" istantaneamente centinaia di individui identici: la clonazione - allo stato attuale delle cose - ha bisogno comunque di tempo per avvenire dato che l'incubazione dell'embrione clone avviene all'interno di un utero e ha una durata esattamente identica a quella della gestazione naturale per quella determinata specie vivente.
Nei laboratori della società americana Advanced Cell Technology, tre embrioni umani sono stati clonati e fatti sviluppare fino allo stadio di sei cellule; l'esperimento è stato di breve durata: gli embrioni, infatti, sono morti prima di fornire materiale utile per la ricerca.
L'annuncio spettacolare fatto dalla società americana Advanced Cell Technology ha riportato l'attenzione di tutti sulla frontiera, in continua espansione, della genetica. Che cosa è successo?
Le dichiarazioni dei ricercatori hanno usato un linguaggio da iniziati: "Trasferimento nucleare e partenogenesi di cellule somatiche". La stampa si è incaricata di tradurre in "clonazione di un essere umano".
Sorge spontanea la prima di una serie di domande: "Avrà avuto un nome, un numero, una sigla in codice, l'embrione umano clonato nei laboratori della Advanced Cell Technology?" La pecora clonata a Edimburgo (1997) fu chiamata Dolly. La scimmia clonata nell'Oregon (1999) fu chiamata Tetra. Questo essere umano che spezza la storia agli albori del millennio ha il nome predestinato di "nessuno", perché per quelli che lo hanno fatto, non è nessuno. Non lo hanno fatto neanche per farlo vivere, ma per avere un serbatoio di materia preziosa; per loro, è un piccolo ammasso cellulare, con dentro il segreto della totipotenza (le cellule totipotenti sono quelle in grado di dare origine a uno qualsiasi dei diversi tipi cellulari dai quali derivano tutti i tessuti dell'adulto), il miracolo posseduto.
Il mondo intero ha avuto un sussulto. Non si tratta così la vita, non si tratta così l'essere umano. La comunità scientifica è in subbuglio; piovono le disapprovazioni e le condanne, in campo etico, giuridico e politico. Nella gente affiora un'oscura inquietudine, un disagio interiore difficile da spiegare.
Eppure la Advanced Cell Technology, che due anni fa aveva provato persino a inoculare cellule umane in ovuli di mucca, pensa di andare avanti. I leader della Advanced Cell Technology, Jose Cibelli, Michael West e Robert Lanza, hanno pubblicamente affermato che il loro obiettivo non voler fabbricare individui umani come fotocopia genetica di altri già esistenti, bensì riprodurre soltanto le cellule staminali per cercare la cura di malattie oggi inguaribili. Gli scienziati americani si difendono parlando di clonazione terapeutica, ovvero di una tecnica per poter disporre di quelle cellule non differenziate (staminali) utili per la guarigione di malattie per le quali non vi sono ancora terapie efficaci: il cancro e le malattie debilitanti dell'anzianità che vanno dal morbo di Parkinson all'infarto del miocardio. Si tratta di una vera e propria rivoluzione scientifica e tecnologica: la biotecnologia, Progressi della scienza? Speranze di vincere, così, le malattie degenerative, con cellule fresche prese agli embrioni clonati? La clonazione dell'embrione umano potrebbe, secondo gli esperti, ritornare utile anche per i trapianti. Essendo l'embrione clonato gemello perfetto del suo "genitore", le cellule saranno istocompatibili, schivando il rigetto quando saranno usate per trapianti sull'adulto. Il futuro ci prospetta così, esseri umani di secondo livello a cui poter prelevare l'organo più utile nel momento della necessità ovvero feti come banche di organi. L'embrione umano clonato nei laboratori della Advanced Cell Technology è un serbatoio di materia preziosa; un piccolo ammasso cellulare, con dentro il segreto della totipotenza (le cellule totipotenti sono quelle in grado di dare origine ad uno qualsiasi dei diversi tipi cellulari dai quali derivano tutti i tessuti dell'adulto). L'embrione clonato, il "germoglio" umano ("clone" dal greco vuol dire proprio germoglio) è soltanto materiale accantonato, utile a rifornire cellule fresche.
L'embrione umano "è uno di noi"
La seconda strategia (oltre a quella della clonazione terapeutica), utilizzata da chi cerca di fare accettare dall'opinione pubblica mondiale la clonazione, consiste nel sostenere che ai livelli iniziali della vita dell'uomo non si abbia a che fare con la vita umana, ma con forme pre-umane: è la teoria del cosiddetto pre-embrione. Una teoria che non compare in nessun testo di biologia, ma che ha la funzione di giustificare determinate biotecnologie e alleggerire la responsabilità morale dei ricercatori che manipolano la vita umana. Ma un embrione non è forse un bambino in potenza? Con ciò che viene chiamato pre-embrione si può fare di tutto? L'embrione è più dell'insieme di cellule specializzate; è un essere umano nelle prime fasi del suo sviluppo come la stessa Bibbia afferma: "Le mie ossa non ti erano nascoste, quando fui formato in segreto e intessuto nelle profondità della terra. I tuoi occhi videro la massa informe del mio corpo e nel tuo libro erano tutti scritti i giorni che mi erano destinati, quando nessuno d'essi era sorto ancora" (Salmo 139:15,16).
Il Consiglio d'Europa, nella Convenzione che formula la base etica non negoziabile che tutti i Paesi dell'Unione europea si impegnano a rispettare, ha previsto esplicitamente la proibizione di creare embrioni umani ai fini di ricerca (articolo 18). Se l'embrione - per riprendere un'espressione con cui è stato presentato un documento del Comitato nazionale per la bioetica sullo statuto dell'embrione - "è uno di noi", va protetto. Non può essere prodotto e gettato, dopo averlo utilizzato. Le utilità che ne possono derivare, comprese quelle nobilissime della cura di malattie, non sono una giustificazione sufficiente, qualora riconosciamo anche all'embrione l'appartenenza alla famiglia umana.
La biologia insegna che dal momento del concepimento si innesca un processo di sviluppo pienamente autonomo, che va perfettamente avanti da sé, senza che nessuno debba togliere né aggiungere nulla. E' già un bambino, sia pur piccolissimo, l'adulto dì un giorno, 1'anziano che sarà molto più in là nel tempo. Far riprodurre in provetta embrioni umani per poi sezionare i corpicini per quanto piccoli, trattenere ciò che "serve" e gettare il resto nel buco del lavandino è un'azione che va a distruggere il valore assoluto della persona, soprattutto perché piccolissima e perciò massimamente bisognosa di protezione. Dire di "no" a certi processi tecnologici che intaccano la dignità della persona piccola ed estremamente vulnerabile è difendere la dignità dell'umanità stessa. Come dire di "no" a un bambino che cresce? Gli si fa un gran dono facendogli sapere cosa gli consentirà di vivere bene e svilupparsi in pienezza e cosa invece lo potrà portare alla malattia, fisica e mentale, fino all'autodistruzione. Non mi va via di mente quell'esserino umano fabbricato e vivo per poche ore; i fenomeni biologici non mi dicono ancora nulla della vita fino al momento in cui la vita viva è la "mia" vita, cioè sono io: e non conto le mie cellule, poche o tante, per sapere che sono io, l'unico io nell'intero universo. Così mi chiedo che cos'è la vita per quel germoglio umano, e so che è esattamente la "sua" vita, cioè è "lui". E lui vale quanto me.
Forse sulla generazione della vita non abbiamo riflettuto abbastanza, sul fatto che ogni uomo è "figlio". Fino al giorno, forse, in cui un nostro figlio, di fronte al più classico dei rimproveri ("con tutto quello che ho fatto per te..."), ha replicato con la più classica delle risposte reattive: "Non ti ho chiesto io di venire al mondo". In quel momento, l'immagine della generazione si è trovata di fronte al suo mistero umano profondo, all'amore dell'uomo e della donna, al loro abbraccio, al dono della vita e all'inconfondibile alterità della nuova vita. Non posseduta, non fatta, ma trasmessa per vocazione di natura.
Ma allora l'embrione clonato, il germoglio umano ("clone", dal greco, vuol dire proprio germoglio) è figlio donato a sé stesso, o è materiale accantonato dal genitore, vivo quel tanto che basta a portargli via le cellule? Perché questo è lo scopo della clonazione: dal nucleo di una cellula adulta iniettata in un ovulo si sviluppa un embrione che replica esattamente il patrimonio genetico di quell'adulto. È questo il picco della follia, che capovolge il concetto di generazione. Già i progetti di manipolare la vita nascente per produrre un figlio con le fattezze desiderate, ci danno un senso di violenza e profanazione. Ma produrre un figlio per distruggerlo e usarlo, non più dono della vita, ma materia di saccheggio, è l'emblema di una umanità che divora sé stessa. Un'altra preoccupazione riguarda la possibilità di malformazioni in bambini concepiti con l'uso della clonazione embrionale. L'esperienza degli stessi procedimenti utilizzati con animali suggerisce che la preoccupazione è reale. Gli animali clonati, infatti, spesso manifestano gravi problemi, come malformazioni cardiache o difetti del sistema immunitario. Non solo, l'esperienza di venti anni di procreazione in vitro ha dimostrato quanto è reale tale apprensione (ad esempio spina bifida, malformazioni cardiache, ecc.).
COSA PENSANO GLI ITALIANI DELLA CLONAZIONE?
Da tre anni la People-Swg osserva costantemente l'atteggiamento degli italiani nei confronti delle sperimentazioni genetiche. E adesso aggiorna i dati, rilevando che oggi siamo un po' meno preoccupati che in passato. L'orientamento generale passa dal 31 per cento di propensione del 1999, al 37 del 2000 e al 43 del 2001, mentre la contrarietà scende dal 69 per cento del 1999, al 63 del 2000, fino al 57 del 2001. Sull'affermazione secondo cui le sperimentazioni genetiche comportano più rischi che vantaggi, nel 1999 era d'accordo il 63 per cento, nel 2000 il 57 e nel 2001 il 42. Sul continuare la sperimentazione nonostante i problemi etici, nel 1999 era d'accordo il 58 per cento, nel 2000 il 61, nel 2001 il 55.
IL CREDENTE DICE DI NO ALLA NUOVA TORRE DI BABELE
Perché noi cristiani evangelici diciamo di no alla clonazione umana? Perché essa offende Dio, il Creatore della vita. La Bibbia ci presenta sin dall'inizio, nel primo verso della Genesi, Dio come Creatore: "Nel principio Dio creò i cieli e la terra" (Genesi 1:1).
Ancora, nel libro dell'Apocalisse è scritto: "Poiché tu (Dio) creasti tutte le cose, e per la tua volontà esistettero e furono create" (Apocalisse 4:11).
L'uomo ha sempre coltivato in sé, l'idea di poter divenire uguale a Dio, spodestandoLo dal Suo trono o divenendo dio di se stesso. Fu questo sentimento dettato dall'orgoglio e dalla presunzione che spinse gli uomini a voler costruire una torre, quella di Babele, la cui cima giungesse fino al cielo alo scopo di mettersi alla stessa stregua di Dio. Sappiamo bene quali furono le conseguenze di quest'atto sconsiderato per l'intera umanità, che aveva complottato contro il suo Creatore.
È scritto, che negli ultimi tempi, gli uomini saranno: "...senza affezione naturale...inventori di mali..." (Romani 1:29,30).
Non è forse la "clonazione umana", l'invenzione di un male? L'uomo anziché continuare a contendere con il suo Creatore non si chiede: "Dov'è Dio, il mio creatore che ci fa più intelligenti delle bestie dei campi e più savi degli uccelli del cielo?" (Giobbe 35:10).
CONCLUSIONE
È ingenuo, soprattutto nel nostro tempo affermare che la ricerca scientifica sia volta al bene dell'umanità e che il progresso non può, e non deve essere fermato. L'ingegneria genetica ha stabilito nella storia del pensiero scientifico un salto notevole, la ricerca si è spostata dalla manipolazione della materia inerte a quella della materia vivente. Fino ad ora si era lavorato per migliorare la qualità della vita, da questo momento la si vuole addirittura modificare.
Lo scopo della ricerca scientifica non è, crediamo, la pura contemplazione, ma il bene dell'uomo, quindi, la scienza deve essere l'esaltazione della cultura della vita nel pieno rispetto dei cicli e delle leggi di natura. Non tenere conto di questo vorrebbe dire violare un ordine secolare e divino, che fino ai nostri giorni si è conservato inalterato. Con l'ingegneria genetica, l'uomo non rischia di evocare forze e fenomeni incontrollabili? È chiaro che si sta varcando un confine molto pericoloso non quantificabile, ma che qualifica: quello della vita. L'uomo, proprio come nell'episodio biblico della Torre di Babele, ha deciso di utilizzare la tecnica per raggiungere una meta che è al di là delle sue competenze.
Nel brano di Genesi 11 gli antichi edificatori dall'utilizzazione dei mattoni cotti passarono alla costruzione di una grande torre, per poi varare un progetto più ambizioso ancora, che andava al di là della semplice impresa ingegneristica. Volevano giungere al cielo. Lo stesso sta accadendo oggi, dalla scoperta di elementi di per sé utili e vantaggiosi, si passa ad impieghi, che vanno al di là del semplice dato scientifico ed investono il diritto più prezioso e inalienabile dell'uomo: la vita. Etica e scienza non sono ambiti diversi della conoscenza ma fanno parte di un unico sapere, che ha come oggetto e protagonista l'uomo, il quale alla luce della Scrittura dovrebbe, con tanta umiltà, affermare: "Il soffio dell'Onnipotente mi dato la vita" (Giobbe 33:4).
Le Sacre Scritture non parlano di una clonazione umana, e quindi siamo certi che come successe nel tempo della Babele accadrá oggi, e siccome Dio ha parlato e detto: "Ora quando avrete veduta l'abbominazion della desolazione, detta dal profeta Daniele, posta dove non si conviene (chi legge pongavi mente),." Marco 13:14a Siamo certi che il Signore stá per ritornare, ogni occhio lo vedrá, e il mondo sará giudicato.
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