IL BAMBINO NEL CASTELLO
C'era una volta un bambino che viveva in un castello, dalle finestra si potevano vedere meravigliosi paesaggi, ma mai le venne in mente di uscire e visitarli.
Gli anni passarono ed lui era molto felice, fino al giorno in cui si rese conto di essere prigioniero, quel castello che era stata la sua culla stava diventando la sua tomba.
Un giorno si accorse che le porte erano molto pesanti e le grate delle finestre molto solide.
Nel frattempo in un giorno di festa, le venne recapitato un regalo con su scritta una frase:" Ho dato tutto per fartelo avere, quando lo apri vienimi a trovare, ti devo parlare."
Prendendo il piccolo regalo tra le mani pensó," prima mi libero e prima saró in grado di aprire il regalo ed andare a trovare il mittente." Scelse ogni tipo di attrezzatura per tagliare le sbarre, e per anni cercó in ogni modo di liberarsi.
Diventato oramai vecchio guardó il pacchetto, si senti indegno di aprirlo, perche era ancora prigioniero, con una lacrima che le rigava il volto e le mani oramai tremanti, scarto il pacco e, con grande sorpresa, si accorse che dentro c'era una piccola chiave dorata.
Per tanti anni aveva cercato di liberarsi da solo, quando qualcuno aveva pagato per la soluzione.
Si alzo, aprí la porta e andó a cercare il suo benefattore.
..."la retribuzione del peccato é la morte, ma il dono di Dio é la vita eterna." Sta scritto nella bibbia.
A volte noi aspettiamo di essere perfetti, di liberarci dagli sbagli della nostra vita prima di seguire Dio,
con il riscio di spendere una vita a segare le sbarre, ma se guardiamo a quel dono scopriremo che Lui ha pagato tutto per la nostra libertá.
SCARTARE HA DUE SIGNIFICATI: TOGLIERE LA CARTA OPPURE RIFIUTARE,
COSA FARAI DI UN COSÍ GRANDE DONO?
venerdì 5 luglio 2013
Cosa rende Gesú cosí diverso dagli altri???
Cosa rende Gesú cosí diverso dagli altri???
Nei secoli, la domanda: «Chi è Gesù?» è stata forte motivo di divisione. Come mai tanto disaccordo? Perché il Suo nome irrita più di qualsiasi altro nome di leader religioso? Perché si può parlare di Dio senza che nessuno si irriti, mentre non appena si nomina Gesù la gente molto spesso vuole interrompere la conversazione, oppure si mette sulla difensiva?
Perché i nomi di Budda, Maometto, Confucio non offendono la gente? Il motivo è che essi non sostennero di essere Dio, mentre Gesù sì. Questo è ciò che lo rende così diverso dagli altri leader religiosi. Affermava in modo chiaro di essere Dio. Egli si presentava come l'unica via per conoscere Dio, l'unica sorgente di perdono dei peccati, l'unico mezzo di salvezza. Per molte persone questo è troppo esclusivo, troppo limitativo per accettarlo. Comunque, il problema non verte su quello che vogliamo pensare o credere, ma, piuttosto, su chi Gesù affermava di essere.
Il Nuovo Testamento presenta chiaramente Cristo come Dio. I nomi usati per Cristo nel Nuovo Testamento sono tali da poter essere attribuiti solo a Dio. Per esempio, Gesù è chiamato Dio in Tito 2:13: «Aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù» (cfr. Giovanni 1:1; Ebrei 1:8; Romani 9:5; 1 Giovanni 5:20).
Le Scritture attribuiscono a Cristo caratteristiche che possono essere vere solo per Dio. Gesù è presentato come essere increato (Giovanni 1:4; 14:6); onnipresente (Matteo 28:20; 18:20); onnisciente (Giovanni 4:16-17; 6:24; Matteo 17:22-27); onnipotente (Apocalisse 1:8; Luca 4:39-41; 7:14,15; Matteo 8:26,27); eterno (1 Giovanni 5:11,12, 20; Giovanni 1:4).
Gesù ricevette l'onore e l'adorazione che solo a Dio si può rivolgere. Affrontando Satana, Gesù disse: «Le Scritture dicono: "Adora il Signore, Dio tuo e a lui solo rendi il culto"» (Matteo 4:10). Gesù è stato adorato come Dio (Matteo 14:33; 28:9), e a volte ha addirittura preteso di essere adorato come tale (Giovanni 5:23; confronta Ebrei 1:6; Apocalisse 5:8-14). La maggior parte dei seguaci di Gesù erano devoti giudei che credevano in un unico vero Dio. Essi erano monoteisti fino alle midolla, eppure Lo riconobbero come Dio incarnato.
Gesù non solo affermò di essere uguale a Dio Suo Padre, ma asserì anche di essere una sola cosa con Lui. Durante la Festa della dedicazione, a Gerusalemme, Gesù fu avvicinato da alcuni capi giudei che gli domandarono se Egli fosse il Cristo. Gesù terminò la Sua risposta dicendo: «"Io e il Padre siamo uno". I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: "Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?" I Giudei gli risposero: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio"». (Giovanni 10:30-33).
Nel Vangelo di Marco, è descritto il processo di Gesù (14:60-64). La narrazione di questa azione giudiziaria è uno dei resoconti più chiari dell'affermazione di deità fatta da Gesù. «Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?" Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?" Gesù disse: "Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo". Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?" Tutti lo condannarono come reo di morte».
È interessante notare che Gesù non risponde, così il Sommo Sacerdote lo pone sotto giuramento. Gesù deve rispondere (e son molto felice che abbia risposto). Alla domanda: «Sei tu il Messia, Figlio di Dio?»Gesù risponde: «Sì, Io sono». Un'analisi della risposta di Cristo rivela che Egli affermò di essere stata la stessa risposta data a Mosé.
Il Sinedrio, il tribunale giudaico, comprese questi tre punti, e il Sommo Sacerdote rispose stracciandosi le vesti e dicendo: «Che abbiamo noi più bisogno di testimoni?» Con le loro orecchie, l'avevano finalmente sentito dire direttamente da lui stesso. Fu condannato dalle proprie parole.
GESÚ FÚ CONDANNATO A MORTE, PERCHÉ RIVELÓ DI ESSERE DIO.
«Nessuna prova è più convincente di quella fornita da testimoni ostili, e il fatto che il Signore proclamasse la propria deità è incontestabilmente stabilito dall'accusa rivoltagli dai Suoi nemici. Dobbiamo ricordare che i giudei non erano una tribù di selvaggi ignoranti, ma gente molto colta e profondamente religiosa. È proprio per questa accusa che, senza voci dissenzienti, fu decretata la Sua morte dal Sinedrio, il loro grande Consiglio nazionale, composto dai più eminenti capi religiosi, tra cui vi erano persone come Gamaliele e il suo grande allievo, Saulo di Tarso».
Nella maggior parte dei processi le persone vengono giudicate per quello che hanno fatto, ma non è ciò che accadde per Cristo. Gesù fu giudicato per quello che era. Il processo di Gesù dovrebbe essere sufficiente a dimostrare in modo convincente che Egli dichiarò di essere Dio. I Suoi giudici lo testimoniano. Nel giorno della Sua crocifissione, inoltre, i Suoi nemici mostrarono di riconoscere che Egli aveva affermato di essere Dio incarnato. «Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso! Se lui è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: "Sono Figlio di Dio"». (Matteo 27:41-43).
in fede G.Basile
Nei secoli, la domanda: «Chi è Gesù?» è stata forte motivo di divisione. Come mai tanto disaccordo? Perché il Suo nome irrita più di qualsiasi altro nome di leader religioso? Perché si può parlare di Dio senza che nessuno si irriti, mentre non appena si nomina Gesù la gente molto spesso vuole interrompere la conversazione, oppure si mette sulla difensiva?
Perché i nomi di Budda, Maometto, Confucio non offendono la gente? Il motivo è che essi non sostennero di essere Dio, mentre Gesù sì. Questo è ciò che lo rende così diverso dagli altri leader religiosi. Affermava in modo chiaro di essere Dio. Egli si presentava come l'unica via per conoscere Dio, l'unica sorgente di perdono dei peccati, l'unico mezzo di salvezza. Per molte persone questo è troppo esclusivo, troppo limitativo per accettarlo. Comunque, il problema non verte su quello che vogliamo pensare o credere, ma, piuttosto, su chi Gesù affermava di essere.
Il Nuovo Testamento presenta chiaramente Cristo come Dio. I nomi usati per Cristo nel Nuovo Testamento sono tali da poter essere attribuiti solo a Dio. Per esempio, Gesù è chiamato Dio in Tito 2:13: «Aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù» (cfr. Giovanni 1:1; Ebrei 1:8; Romani 9:5; 1 Giovanni 5:20).
Le Scritture attribuiscono a Cristo caratteristiche che possono essere vere solo per Dio. Gesù è presentato come essere increato (Giovanni 1:4; 14:6); onnipresente (Matteo 28:20; 18:20); onnisciente (Giovanni 4:16-17; 6:24; Matteo 17:22-27); onnipotente (Apocalisse 1:8; Luca 4:39-41; 7:14,15; Matteo 8:26,27); eterno (1 Giovanni 5:11,12, 20; Giovanni 1:4).
Gesù ricevette l'onore e l'adorazione che solo a Dio si può rivolgere. Affrontando Satana, Gesù disse: «Le Scritture dicono: "Adora il Signore, Dio tuo e a lui solo rendi il culto"» (Matteo 4:10). Gesù è stato adorato come Dio (Matteo 14:33; 28:9), e a volte ha addirittura preteso di essere adorato come tale (Giovanni 5:23; confronta Ebrei 1:6; Apocalisse 5:8-14). La maggior parte dei seguaci di Gesù erano devoti giudei che credevano in un unico vero Dio. Essi erano monoteisti fino alle midolla, eppure Lo riconobbero come Dio incarnato.
Gesù non solo affermò di essere uguale a Dio Suo Padre, ma asserì anche di essere una sola cosa con Lui. Durante la Festa della dedicazione, a Gerusalemme, Gesù fu avvicinato da alcuni capi giudei che gli domandarono se Egli fosse il Cristo. Gesù terminò la Sua risposta dicendo: «"Io e il Padre siamo uno". I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: "Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?" I Giudei gli risposero: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio"». (Giovanni 10:30-33).
Nel Vangelo di Marco, è descritto il processo di Gesù (14:60-64). La narrazione di questa azione giudiziaria è uno dei resoconti più chiari dell'affermazione di deità fatta da Gesù. «Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?" Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?" Gesù disse: "Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo". Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?" Tutti lo condannarono come reo di morte».
È interessante notare che Gesù non risponde, così il Sommo Sacerdote lo pone sotto giuramento. Gesù deve rispondere (e son molto felice che abbia risposto). Alla domanda: «Sei tu il Messia, Figlio di Dio?»Gesù risponde: «Sì, Io sono». Un'analisi della risposta di Cristo rivela che Egli affermò di essere stata la stessa risposta data a Mosé.
Il Sinedrio, il tribunale giudaico, comprese questi tre punti, e il Sommo Sacerdote rispose stracciandosi le vesti e dicendo: «Che abbiamo noi più bisogno di testimoni?» Con le loro orecchie, l'avevano finalmente sentito dire direttamente da lui stesso. Fu condannato dalle proprie parole.
GESÚ FÚ CONDANNATO A MORTE, PERCHÉ RIVELÓ DI ESSERE DIO.
«Nessuna prova è più convincente di quella fornita da testimoni ostili, e il fatto che il Signore proclamasse la propria deità è incontestabilmente stabilito dall'accusa rivoltagli dai Suoi nemici. Dobbiamo ricordare che i giudei non erano una tribù di selvaggi ignoranti, ma gente molto colta e profondamente religiosa. È proprio per questa accusa che, senza voci dissenzienti, fu decretata la Sua morte dal Sinedrio, il loro grande Consiglio nazionale, composto dai più eminenti capi religiosi, tra cui vi erano persone come Gamaliele e il suo grande allievo, Saulo di Tarso».
Nella maggior parte dei processi le persone vengono giudicate per quello che hanno fatto, ma non è ciò che accadde per Cristo. Gesù fu giudicato per quello che era. Il processo di Gesù dovrebbe essere sufficiente a dimostrare in modo convincente che Egli dichiarò di essere Dio. I Suoi giudici lo testimoniano. Nel giorno della Sua crocifissione, inoltre, i Suoi nemici mostrarono di riconoscere che Egli aveva affermato di essere Dio incarnato. «Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso! Se lui è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: "Sono Figlio di Dio"». (Matteo 27:41-43).
in fede G.Basile
sabato 22 giugno 2013
Gesú, Potenza di Dio
Cosa rende Gesú cosí diverso dagli altri???
Nei secoli, la domanda: «Chi è Gesù?» è stata forte motivo di divisione. Come mai tanto disaccordo? Perché il Suo nome irrita più di qualsiasi altro nome di leader religioso? Perché si può parlare di Dio senza che nessuno si irriti, mentre non appena si nomina Gesù la gente molto spesso vuole interrompere la conversazione, oppure si mette sulla difensiva?
Perché i nomi di Budda, Maometto, Confucio non offendono la gente? Il motivo è che essi non sostennero di essere Dio, mentre Gesù sì. Questo è ciò che lo rende così diverso dagli altri leader religiosi. Affermava in modo chiaro di essere Dio. Egli si presentava come l'unica via per conoscere Dio, l'unica sorgente di perdono dei peccati, l'unico mezzo di salvezza. Per molte persone questo è troppo esclusivo, troppo limitativo per accettarlo. Comunque, il problema non verte su quello che vogliamo pensare o credere, ma, piuttosto, su chi Gesù affermava di essere.
Il Nuovo Testamento presenta chiaramente Cristo come Dio. I nomi usati per Cristo nel Nuovo Testamento sono tali da poter essere attribuiti solo a Dio. Per esempio, Gesù è chiamato Dio in Tito 2:13: «Aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù» (cfr. Giovanni 1:1; Ebrei 1:8; Romani 9:5; 1 Giovanni 5:20).
Le Scritture attribuiscono a Cristo caratteristiche che possono essere vere solo per Dio. Gesù è presentato come essere increato (Giovanni 1:4; 14:6); onnipresente (Matteo 28:20; 18:20); onnisciente (Giovanni 4:16-17; 6:24; Matteo 17:22-27); onnipotente (Apocalisse 1:8; Luca 4:39-41; 7:14,15; Matteo 8:26,27); eterno (1 Giovanni 5:11,12, 20; Giovanni 1:4).
Gesù ricevette l'onore e l'adorazione che solo a Dio si può rivolgere. Affrontando Satana, Gesù disse: «Le Scritture dicono: "Adora il Signore, Dio tuo e a lui solo rendi il culto"» (Matteo 4:10). Gesù è stato adorato come Dio (Matteo 14:33; 28:9), e a volte ha addirittura preteso di essere adorato come tale (Giovanni 5:23; confronta Ebrei 1:6; Apocalisse 5:8-14). La maggior parte dei seguaci di Gesù erano devoti giudei che credevano in un unico vero Dio. Essi erano monoteisti fino alle midolla, eppure Lo riconobbero come Dio incarnato.
Gesù non solo affermò di essere uguale a Dio Suo Padre, ma asserì anche di essere una sola cosa con Lui. Durante la Festa della dedicazione, a Gerusalemme, Gesù fu avvicinato da alcuni capi giudei che gli domandarono se Egli fosse il Cristo. Gesù terminò la Sua risposta dicendo: «"Io e il Padre siamo uno". I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: "Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?" I Giudei gli risposero: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio"». (Giovanni 10:30-33).
Nel Vangelo di Marco, è descritto il processo di Gesù (14:60-64). La narrazione di questa azione giudiziaria è uno dei resoconti più chiari dell'affermazione di deità fatta da Gesù. «Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?" Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?" Gesù disse: "Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo". Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?" Tutti lo condannarono come reo di morte».
È interessante notare che Gesù non risponde, così il Sommo Sacerdote lo pone sotto giuramento. Gesù deve rispondere (e son molto felice che abbia risposto). Alla domanda: «Sei tu il Messia, Figlio di Dio?»Gesù risponde: «Sì, Io sono». Un'analisi della risposta di Cristo rivela che Egli affermò di essere stata la stessa risposta data a Mosé.
Il Sinedrio, il tribunale giudaico, comprese questi tre punti, e il Sommo Sacerdote rispose stracciandosi le vesti e dicendo: «Che abbiamo noi più bisogno di testimoni?» Con le loro orecchie, l'avevano finalmente sentito dire direttamente da lui stesso. Fu condannato dalle proprie parole.
GESÚ FÚ CONDANNATO A MORTE, PERCHÉ RIVELÓ DI ESSERE DIO.
«Nessuna prova è più convincente di quella fornita da testimoni ostili, e il fatto che il Signore proclamasse la propria deità è incontestabilmente stabilito dall'accusa rivoltagli dai Suoi nemici. Dobbiamo ricordare che i giudei non erano una tribù di selvaggi ignoranti, ma gente molto colta e profondamente religiosa. È proprio per questa accusa che, senza voci dissenzienti, fu decretata la Sua morte dal Sinedrio, il loro grande Consiglio nazionale, composto dai più eminenti capi religiosi, tra cui vi erano persone come Gamaliele e il suo grande allievo, Saulo di Tarso».
Nella maggior parte dei processi le persone vengono giudicate per quello che hanno fatto, ma non è ciò che accadde per Cristo. Gesù fu giudicato per quello che era. Il processo di Gesù dovrebbe essere sufficiente a dimostrare in modo convincente che Egli dichiarò di essere Dio. I Suoi giudici lo testimoniano. Nel giorno della Sua crocifissione, inoltre, i Suoi nemici mostrarono di riconoscere che Egli aveva affermato di essere Dio incarnato. «Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso! Se lui è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: "Sono Figlio di Dio"». (Matteo 27:41-43).
in fede G.Basile
Nei secoli, la domanda: «Chi è Gesù?» è stata forte motivo di divisione. Come mai tanto disaccordo? Perché il Suo nome irrita più di qualsiasi altro nome di leader religioso? Perché si può parlare di Dio senza che nessuno si irriti, mentre non appena si nomina Gesù la gente molto spesso vuole interrompere la conversazione, oppure si mette sulla difensiva?
Perché i nomi di Budda, Maometto, Confucio non offendono la gente? Il motivo è che essi non sostennero di essere Dio, mentre Gesù sì. Questo è ciò che lo rende così diverso dagli altri leader religiosi. Affermava in modo chiaro di essere Dio. Egli si presentava come l'unica via per conoscere Dio, l'unica sorgente di perdono dei peccati, l'unico mezzo di salvezza. Per molte persone questo è troppo esclusivo, troppo limitativo per accettarlo. Comunque, il problema non verte su quello che vogliamo pensare o credere, ma, piuttosto, su chi Gesù affermava di essere.
Il Nuovo Testamento presenta chiaramente Cristo come Dio. I nomi usati per Cristo nel Nuovo Testamento sono tali da poter essere attribuiti solo a Dio. Per esempio, Gesù è chiamato Dio in Tito 2:13: «Aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù» (cfr. Giovanni 1:1; Ebrei 1:8; Romani 9:5; 1 Giovanni 5:20).
Le Scritture attribuiscono a Cristo caratteristiche che possono essere vere solo per Dio. Gesù è presentato come essere increato (Giovanni 1:4; 14:6); onnipresente (Matteo 28:20; 18:20); onnisciente (Giovanni 4:16-17; 6:24; Matteo 17:22-27); onnipotente (Apocalisse 1:8; Luca 4:39-41; 7:14,15; Matteo 8:26,27); eterno (1 Giovanni 5:11,12, 20; Giovanni 1:4).
Gesù ricevette l'onore e l'adorazione che solo a Dio si può rivolgere. Affrontando Satana, Gesù disse: «Le Scritture dicono: "Adora il Signore, Dio tuo e a lui solo rendi il culto"» (Matteo 4:10). Gesù è stato adorato come Dio (Matteo 14:33; 28:9), e a volte ha addirittura preteso di essere adorato come tale (Giovanni 5:23; confronta Ebrei 1:6; Apocalisse 5:8-14). La maggior parte dei seguaci di Gesù erano devoti giudei che credevano in un unico vero Dio. Essi erano monoteisti fino alle midolla, eppure Lo riconobbero come Dio incarnato.
Gesù non solo affermò di essere uguale a Dio Suo Padre, ma asserì anche di essere una sola cosa con Lui. Durante la Festa della dedicazione, a Gerusalemme, Gesù fu avvicinato da alcuni capi giudei che gli domandarono se Egli fosse il Cristo. Gesù terminò la Sua risposta dicendo: «"Io e il Padre siamo uno". I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: "Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?" I Giudei gli risposero: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio"». (Giovanni 10:30-33).
Nel Vangelo di Marco, è descritto il processo di Gesù (14:60-64). La narrazione di questa azione giudiziaria è uno dei resoconti più chiari dell'affermazione di deità fatta da Gesù. «Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?" Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?" Gesù disse: "Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo". Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?" Tutti lo condannarono come reo di morte».
È interessante notare che Gesù non risponde, così il Sommo Sacerdote lo pone sotto giuramento. Gesù deve rispondere (e son molto felice che abbia risposto). Alla domanda: «Sei tu il Messia, Figlio di Dio?»Gesù risponde: «Sì, Io sono». Un'analisi della risposta di Cristo rivela che Egli affermò di essere stata la stessa risposta data a Mosé.
Il Sinedrio, il tribunale giudaico, comprese questi tre punti, e il Sommo Sacerdote rispose stracciandosi le vesti e dicendo: «Che abbiamo noi più bisogno di testimoni?» Con le loro orecchie, l'avevano finalmente sentito dire direttamente da lui stesso. Fu condannato dalle proprie parole.
GESÚ FÚ CONDANNATO A MORTE, PERCHÉ RIVELÓ DI ESSERE DIO.
«Nessuna prova è più convincente di quella fornita da testimoni ostili, e il fatto che il Signore proclamasse la propria deità è incontestabilmente stabilito dall'accusa rivoltagli dai Suoi nemici. Dobbiamo ricordare che i giudei non erano una tribù di selvaggi ignoranti, ma gente molto colta e profondamente religiosa. È proprio per questa accusa che, senza voci dissenzienti, fu decretata la Sua morte dal Sinedrio, il loro grande Consiglio nazionale, composto dai più eminenti capi religiosi, tra cui vi erano persone come Gamaliele e il suo grande allievo, Saulo di Tarso».
Nella maggior parte dei processi le persone vengono giudicate per quello che hanno fatto, ma non è ciò che accadde per Cristo. Gesù fu giudicato per quello che era. Il processo di Gesù dovrebbe essere sufficiente a dimostrare in modo convincente che Egli dichiarò di essere Dio. I Suoi giudici lo testimoniano. Nel giorno della Sua crocifissione, inoltre, i Suoi nemici mostrarono di riconoscere che Egli aveva affermato di essere Dio incarnato. «Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso! Se lui è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: "Sono Figlio di Dio"». (Matteo 27:41-43).
in fede G.Basile
Ecclesiaste 12
Ecclesiaste 12.
" Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza;
Cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo lo squardo dei tuoi occhi." Sappi peró, che per tutto queste cose, Dio ti chiamerá in giudizio!!!
"Ma..." ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni nei quali dirai: " io non ci provo piú alcun piacere"; prima che il sole, la luna, la luce e le stelle si oscurano, e le nuvole tornino dopo la pioggia, prima che il cordone d'argento si stacchi e il vaso d'oro si spezzi, la brocca si rompe sulla fonte e la ruota infranta cada nel pozzo, prima che il fiore della vita appassisca, la polvere torni alla terra come era prima e lo Spirito torni a Dio che l'ha dato, ritorniamo a Gesú, ascoltiamo le Sue esortazioni, tutto scomparira, ogni cosa tornerá a stare in silenzio, non si troverá alcun avvocato, perché questi sará nella stessa condizione tua.
Temi Iddio e osserva i suoi comandamenti, perché questo é il senso della vita per l'uomo, " ...amare Iddio é, osservare i Suoi comandamenti.
Dio infatti fará venire in giudizio ogni opera, tutto ció che é occulto, sia il bene, che il male.
Ora stá a te fare una scelta, la scelta della tua vita...
Quale sará!
in fede G.Basile
" Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza;
Cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo lo squardo dei tuoi occhi." Sappi peró, che per tutto queste cose, Dio ti chiamerá in giudizio!!!
"Ma..." ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni nei quali dirai: " io non ci provo piú alcun piacere"; prima che il sole, la luna, la luce e le stelle si oscurano, e le nuvole tornino dopo la pioggia, prima che il cordone d'argento si stacchi e il vaso d'oro si spezzi, la brocca si rompe sulla fonte e la ruota infranta cada nel pozzo, prima che il fiore della vita appassisca, la polvere torni alla terra come era prima e lo Spirito torni a Dio che l'ha dato, ritorniamo a Gesú, ascoltiamo le Sue esortazioni, tutto scomparira, ogni cosa tornerá a stare in silenzio, non si troverá alcun avvocato, perché questi sará nella stessa condizione tua.
Temi Iddio e osserva i suoi comandamenti, perché questo é il senso della vita per l'uomo, " ...amare Iddio é, osservare i Suoi comandamenti.
Dio infatti fará venire in giudizio ogni opera, tutto ció che é occulto, sia il bene, che il male.
Ora stá a te fare una scelta, la scelta della tua vita...
Quale sará!
in fede G.Basile
A proposito di figli infallibili...
La
Bibbia dice :
ma la verga della correzione l'allontanerà da lui."Proverbi 22:15
anche quando sarà vecchio non se ne allontanerà."Proverbi 22:6
ma il ragazzo lasciato a sé stesso, fa vergogna a sua madre."
Proverbi 29:15
ma non lasciarti andare sino a farlo morire."Proverbi 19:18
ma chi lo ama, lo corregge per tempo."
Proverbi 13:24
ma allevateli nella disciplina e nell'istruzione del Signore."
Efesini 6 :4
che oggi pronunzio solennemente davanti a voi.
Le prescriverete ai vostri figli,
affinché abbiano cura di mettere in pratica tutte le parole di questa legge."
Deuteronomio 24 :46
Ricetta per figli infallibili
Ricetta
infallibile per formare dei figli ribelli

Perché la dottrina della trinitá?
Perché la
dottrina della trinitá?
Se
la dottrina della trinitá é il fondamento dell'insegnamento
cristiano come quasi tutto il movimento Pentecostale sostiene, allora
siamo persi.
Beh!
Siamo persi perche la trinitá nell'insegnamento delle Sacre
Scritture non esiste e quindi l'affermazione di prima si basa su
qualcosa che non stá scritto.
Alcuni
argomentano, che é difficile da comprendere, e quindi dobbiamo
conviverci.
La
Scrittura non dice cosi, i Santi Apostoli non dicono cosí i Profeti
dell'antico Testamento non dicono cosí e nemmeno coloro che sono
stati chiamati da Dio al Ministerio Divino, dicono cosí.
Adesso
con le Scritture alla mano leggiamo a chi il Signore Gesú rivela la
Sua Parola, essa non viene rivelata ai pastoroni pieni di diplomi di
pastore ( lo dice la Scrittura) eseguiti presso le scuole bibliche.
Se uno vuole imparare a fare il fornaio, deve andare da un fornaio e
imparare tutto cio che il fornaio le insegna, a quel punto questi
diventa come il suo maestro, se qualcuno domani si alza dal letto e
dice di voler diventare pastore v'ha alla scuola biblica e diventa
pastore, cioé impara tutto quello che le viene insegnato dal teologo
o dal'insegnante.
A
questo punto e chiaro che la materialitá ti porta ad essere
razionale e discutere della Scrittura come un libro di filosofia.
Purtroppo
per loro, ma ben per noi, non é cosí.
Matteo
11:25 dice:”In
quel tempo Gesù prese a dire: «Io ti rendo lode, o Padre, Signore
del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti
e agli intelligenti, e le hai rivelate ai piccoli.”
Questo
indica che coloro che si vantano delle loro cognizioni speculative e
filosofiche, la rivelazione le viene nascosta, Gesú le ha rivelate
ai piccoli fanciulli, agli
uomini simili ai fanciulli, docili e senza presunzione, uomini che,
consci di nulla sapere, si propongono solamente «di ascoltare ciò
che il Signore Iddio dirà». Costoro sono bene a ragione detti
«fanciulli», i fanciulli sono i pescatori, i pubblicani e i poveri
illetterati; all'orgoglio dell'intelligenza, viene risposto con
l'accecamento, alla semplicitá del cuore che cerca la veritá, con
la rivelazione.
Alcuni
hanno cercato di distorcere la veritá della Parola di Dio, con
versetti Biblici a saltellare senza capire il perché di quel verso,
intanto precisiamo che Dio é Spirito, non é una persona, la parola
persona in tutti i dizionari di tutte le lingue, é un termine
con cui si designa genericamente un individuo umano, senza
distinzione di sesso e condizione.
Gesú era vero Dio e vero uomo, solo che come umano non ha conosciuto
il peccato, leggendo Luca 1:35 ci immergiamo in mare celestiale:”
L'angelo
le rispose: Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza
dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che
nascerà Santo sarà chiamato, Figliol di Dio.”.
Ecco
la potenza che si denota nel significato di Spirito Santo,
per
la cui operazione dovea esser creato, nel seno della Vergine Maria,
il corpo che Dio preparò pel suo Figliuolo, qual Mediatore Ebrei
10:5,
è quel Creatore Spirito di Dio, di cui è detto Genesi
1:2,
che nel far emergere l'ordine dal caos, «egli muoveva sopra la
faccia delle acque». I due titoli: «Spirito Santo», e «potere
dell'Altissimo», denotano un'unica e medesima cosa; ma la prima
significa santità,
la seconda, la forza
meravigliosa
d'azione.
La luce c'insegna che lo Spirito Santo ha veramente un potere
produttivo di vita, ma non giustifica in veruna guisa la illazione
che esso sia potenza soltanto
senza personalità. Alcuni critici riguardano le parole: «verrà» e
«adombrerà», come di significato sostanzialmente identico. Altri
sostengono che ci indicano due atti, cioè, la preparazione del
corpo, ossia la produzione miracolosa di un essere umano, e il
congiungimento a quello della natura divina in unione personale,
cosicché il Cristo potesse essere «Emmanuele» (Iddio
con
noi);
e
che qui è fatto allusione ad entrambi questi atti. La produzione del
corpo è attribuita uniformemente allo Spirito Santo; l'impersonarsi
della Parola divina con la natura umana così creata, poteva essere
soltanto l'atto personale di quella PAROLA medesima. È questa la
rivelazione che oltrepassa di gran lunga la penetrazione della
ragione umana, e sarebbe quindi più saggio e più riverente,
contentarci in questo caso, di quello che piacque a Dio di rivelarci.
«Nient'altro è qui attribuito allo Spirito, all'infuori di quello
che era necessario.
Per noi basta ricordarci che Dio, ond'esser nostro Redentore, doveva
essere vero uomo e tuttavia non partecipe del peccato e della
condanna di Adamo. Ora queste due condizioni trovansi in Gesú in
maniera soddisfacente, nella maniera colla quale l'umanità sua fu
formata. Fu la potenza dello Spirito Santo che lo trasse dalla
sostanza stessa di Maria; ei fu adunque, al pari di noi, figlio
d'Adamo, per Maria. Creato poi da Dio, come il primo Adamo, egli
compare nel mondo, senza portar seco la macchia del peccato.(Continua...)
Iscriviti a:
Post (Atom)