giovedì 22 agosto 2013

Il Battesimo Cristiano

Il Battesimo Cristiano
Iddio ci benedica, leggiamo queste quattro righe senza pregiudizzi, il Signore ci parlerá sicuramente.
Ecco Gesú finalmente parla di “Battesimo”, lo fá dopo che Lui appare ai discepoli, dichiara espressamente che “ Ogni podestá mi é stata data in cielo, e in terra.” Gesú Cristo parla qui di se stesso, non già nella sua qualità di eterno Figlio dell'eterno Padre poiché, come Dio, gli apparteneva necessariamente l'onnipotenza; bensì nella sua qualità di Messia, di "Dio manifestato in carne", il quale, in ricompensa dei suoi patimenti espiatori, viene ora investito di un dominio e di una autorità universale. Queste parole sono la proclamazione fatta da Cristo stesso dello stabilimento del suo regno Matteo 16:28. L'ascensione fu poi la sua intronizzazione come Re, come Capo della sua Chiesa. In prova di che, si studi accuratamente:
Quindi in quella occasione riveló ai Discepoli che con il battesimo si poteva essere salvati ; Matteo 28:19 e Marco 16:16.
Egli incaricò i Suoi discepoli a battezzare coloro che diventavano a loro volta Suoi discepoli,
"nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo", cioè nella comunione e manifestazioni di Dio .
Sebbene Egli non intendesse prescrivere una formula, perche poi piú avanti Egli (Il Cristo),ci rivela il nome che viene anagrammato in questa cosidetta formula, e cioé GESÚ.
Alcuni purtroppo ci hanno nascosto questo argomento, ma Gesú stesso ci dice senza mezzi termini, qualcosa di profondo, oggi noi lo vogliamo leggere con il sostegno della stessa parola, cioé “... e colui al quale il Figlio voglia rivelarlo .” Conoscenza concessa da Dio riguardo a se stesso, alle Sue intenzioni, i suoi pensieri in relazione ad ogni cosa. Gia nelle profezie di Daniele, Isaia,Amos Pietro ecc.. In 1 Pietro 1:10-12, leggiamo:10- “Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata.”
11- “Essi cercavano di sapere l'epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle.”
12- “E fu loro rivelato che non per sé stessi, ma per voi, amministravano quelle cose che ora vi sono state annunziate da coloro che vi hanno predicato il vangelo, mediante lo Spirito Santo inviato dal cielo: cose nelle quali gli angeli bramano penetrare con i loro sguardi.”

Questa salvezza e stata l'oggetto delle ricerche e delle investigazioni dei profeti che profetizzarono della grazia a noi destinata. Essi indagavano qual fosse il tempo e quali le circostanze a cui lo Spirito di Cristo ch'era in loro accennava, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguire. E fu loro rivelato che non per se stessi, ma per noi che abbiamo il privilegio di vivere dopo la venuta del Salvatore, La Chiesa scelse le parole dell'istituzione, perché giá dalla sua costituzione, ha stabilito delle leggi, leggi che non quadrano con la libertá dello Spirito, si é aperta la Scrittura e si é investigata senza tener conto che lo Spirito quello che doveva vivere nel nostro cuore, quello che ci ha promesso il Maestro, quello Spirito che ci guidava in ogni veritá, non era presente, mancava la rivelazione, adesso é tardi? No non é tardi, ogni giorno ci dobbiamo studiare di camminare con Lui, ricevere la guida, la guida é la rivelazione, se noi facciamo parte di coloro al quale il Figlio voglia rivelarlo. Nella Chiesa giudaica, e sotto la dispensazione levitica, due erano i "sacramenti", ossia segni e suggelli del patto di grazia, cioè la Circoncisione e la Pasqua. Due altresì sono i sacramenti e suggelli di quel patto, nella nuova economia; il Battesimo e la Cena del Signore. Ognuno di essi è destinato a prendere il posto di quello dei primi a cui corrisponde. Il battesimo, come la circoncisione è il segno e il suggello del nettamento delle brutture della carne; la Cena del Signore, come la Pasqua, è il segno ed il suggello del sacrificio espiatorio dell'Agnello di Dio, per mezzo del quale solo gli uomini possono essere salvati. Riguardo al tempo, la Cena del Signore fu la prima ad essere istituita, quando cioè il divino Redentore celebrò la Pasqua coi suoi discepoli, immediatamente prima della sua morte Vedi Matteo 26:26-28, sostituendo così quella a questa nel modo più perentorio. Sol quando fu in procinto di salire al cielo e di mandare sopra i suoi discepoli lo Spirito santificatore, l'opera del quale, è simboleggiata nel Battesimo, Gesù istituì questo secondo sacramento. Noi troviamo al tempo stesso, nelle parole che ci occupano, la istituzione del Battesimo e l'autorizzazione di amministrarlo. Siccome gli elementi del pane e del vino, impiegati dal Signore nell'istituire la Santa Cena, lo erano già nella Pasqua; così pure l'uso dell'elemento dell'acqua per il sacramento del Battesimo non riusciva cosa nuova. È provato da testimonianze giudaiche che i Farisei praticavano il rito del battesimo d'acqua per ammettere i Gentili nella congregazione d'Israele. Giovanni Battista, quale precursore di Cristo, fece uso del battesimo di acqua come suggello della sua, dottrina, amministrandolo unicamente ai suoi connazionali. Ma siccome il battesimo non era stato mai imposto a dei Giudei, quella pratica del Battista diede origine a molte domande indirizzate dai Giudei ai suoi discepoli e dagli anziani del popolo a lui stesso Vedi Giovanni 1:24-27; 3:25. Anzi, ci narra Giovanni che lo stesso Gesù, al principio del suo ministerio, faceva uso del battesimo d'acqua per suggellare quelli che diventavano suoi discepoli, lasciando però che lo amministrassero i dodici Giovanni 3:26; 4:1-2. Questo battesimo pare aver tenuto un posto intermedio fra quello di Giovanni ed il sacramento istituito dal Signore sul monte di Galilea. Al pari del primo, era amministrato ai soli Giudei Matteo 10:5-6;15:24; ma superava quello in quanto era conferito, non più a coloro che credevano nella futura venuta del Messia, ma a coloro che ritenevano essere il Messia già apparso nella persona di Gesù. Quello istituito sul monte è superiore a quest'ultimo, in quanto'ché doveva esser dato a tutti i credenti senza distinzione, così Giudei come Gentili. Due altre domande si presentano relativamente a questo battesimo: in nome di chi era egli amministrato? e: Dovette egli essere ripetuto dopo la discesa dello Spirito Santo nel giorno della Pentecoste? in risposta alla prima domanda possiamo dire, senza esitazione, che il battesimo era dato nel nome di Gesù, come Messia; ed alla seconda, che il libro degli Atti non ci parla di un secondo battesimo eccetto il caso di alcuni discepoli che, vent'anni dopo la morte di Cristo, non conoscevano altra dottrina che quella di Giovanni, Atti 19:1-7, ma che, senza dubbio, era lecito ripeterlo a chiunque desiderasse fare una più ampia confessione della sua fede nel Dio Uno.
I sacramenti del Battesimo e della Santa Cena sono di gran giovamento a tutti i veri cristiani. Essi sono, per così dire, i suggelli visibili all'occhio della fede, della immutabilità di quell'eterno patto di grazia che unisce a Dio quelli che credono in Cristo. La Chiesa romana ed una parte del clero delle Chiese anglicana e luterana insegnano che la "nuova nascita" di cui il Signore parlò a Nicodemo Giovanni 3:3,5, è operata dal Battesimo, quando questo sia debitamente amministrato da coloro che sono stati consacrati secondo la successione apostolica; in modo che quelli che lo ricevono sono per ciò stesso nati da Dio, diventano nuove creature, e son fatti eredi del regno dei cieli!!! Questo comunque non é il caso. Ma l'insegnamento di Paolo differisce assai dal loro 2Corinzi 5:17; Galati 5:6; 6:15; e l'esperienza prova ogni giorno quanto una cotal dottrina sia erronea e perniciosa per le anime di coloro che vi si confidano. Il Battesimo non doveva essere amministrato, come fa la Chiesa romana ai pagani, a guisa di opus operatum, ossia come un mezzo di conversione, ma a quelli che già si erano "convertiti dagli idoli a Dio, per servire all'Iddio vivente e vero", e per essere segno e suggello di quel loro cambiamento. Nulla v'ha in ciò che escluda il conferimento del Battesimo alla figliolanza di coloro che hanno fatto aperta professione del Vangelo; anzi la pratica apostolica, checché ne dicano alcuni eccellenti cristiani, è favorevole ad una tale usanza Atti 10:47-48; 16:33. Se così non fosse, l'economia del Vangelo sarebbe meno larga di quella dell'Antico Patto, il quale ordinava che tutti i maschi del popolo di Dio fossero circoncisi all'ottavo giorno. Siccome Abramo, quando venne stabilito il patto di Dio con lui, "ricevette il segno della circoncisione, suggello della giustizia della fede" così il Battesimo è, per il credente, sotto l'economia evangelica il suggello delle benedizioni dell'eterna alleanza di grazia.

    L'amministrazione del battesimo sia l'immersione, l'immersione appartiene alla natura stessa del battesimo. Il battesimo amministrato in qualsiasi altro modo non sarebbe battesimo. E´ fondamentale del battesimo essere sepolti e risorgere con Cristo.( Romani 6:3-6 ; Colossesi 2:12), e che questo sia rappresentato simbolicamente solo dall'immersione. La Scrittura, però, rappresenta chiaramente, come quella essenziale, nel simbolismo del battesimo, l'idea di purificazione, (Ezechiele 36:25; Giovanni 3:25-26; Atti 22:16; Timoteo 3:5; Ebrei 10:22; 1 Pietro 3:21 ). .
    1. I soggetti appropriati del battesimo. Vi sono due classi di persone alle quali il battesimo viene amministrato, cioè: gli adulti ed i bambini.

a. Il battesimo degli adulti. Il battesimo è stato inteso per i credenti e i loro figli. Nelle parole dell'istituzione del battesimo senza dubbio Gesù aveva in mente soprattutto il battesimo di adulti, perché non avrebbero potuto altro che essere adulte le persone alle quali gli apostoli si sarebbero rivolti nel loro primo giro missionario. Le Sue istruzioni implicano che il battesimo avesse dovuto essere preceduto da una professione di fede (Marco 16:16).
Il giorno di Pentecoste, coloro che avevano accolto le parole di Pietro, furono battezzati
(Atti 2:41; cfr. pure Atti 8:37; Atti 16: 31-34). La Chiesa dovrebbe esigere una professione di fede da tutti gli adulti che desiderano il battesimo. Una volta resa tale professione, questa viene accolta dalla Chiesa come autentica, a meno che vi siano buone ragioni per dubitarne la sincerità.
b. Il battesimo dei bambini. La Scrittura non parla di diritto al battesimo dei bambini, dato che i bambini non possono esercitare la fede, e perché il Nuovo Testamento non contiene alcun esplicito comando di battezzare bambini, né esempio di sorta.

G.Basile.

Come conoscere Dio personalmente

Come conoscere Dio personalmente

L’uomo è stato creato per conoscere, amare e avere comunione con Dio.
Le quattro verità che seguono indicano come puoi conoscere Dio personalmente e come fare l’esperienza della vita di cui parla Gesù.

1. Dio ti ama e ti ha creato perché tu abbia un rapporto personale con Lui.


Come puoi sapere che Dio ti ama?
"Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo unico Figlio perché chi crede in lui non muoia ma abbia vita eterna."(Giovanni 3:16)


Dio vuole che tu lo conosca
Gesù ha detto: "Questa è la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo." (Giovanni 17:3)


Se questa è la volontà di Dio, che cosa c’impedisce di avere un rapporto personale con Lui?

2.Il peccato ci separa da Dio: per questo non possiamo avere un rapporto personale con Lui, né godere del suo amore.

Siamo tutti peccatori
"Tutti hanno peccato e sono privi della presenza di Dio che salva." (Romani 3:23)

Che cos'è il peccato?
L'uomo, creato per vivere in rapporto personale con Dio, ha deciso da solo che cosa fare della propria vita. 
Dimostriamo questo atteggiamento o ribellandoci apertamente, o ignorandolo, o essendo semplicemente indifferenti al suo amore.

Il peccato ci separa da Dio
"Perché il salario del peccato è la morte." [Separazione da Dio per sempre] (Romani 6:23)
"Le vostre iniquità vi hanno separato dal vostro Dio; i vostri peccati gli hanno fatto nascondere la sua faccia da voi." (Isaia 59:2)
Dio è santo, noi siamo peccatori. Un abisso ci separa. C’è un vuoto nella nostra vita che nulla può riempire: né amici, né denaro, né cultura, né carriera, né altro. Possiamo provare a lanciare ponti per raggiungere Dio con le pratiche religiose, comportandoci bene, con la meditazione, ma sono tutti sforzi inutili, perché non risolvono l’origine del problema: il peccato.

La terza verità indica l’unica soluzione del problema.

3. Gesù Cristo è l’unica soluzione. Egli ha distrutto il potere del peccato e ristabilito il rapporto tra Dio e uomo.

E’ morto al nostro posto
"Cristo ha sofferto una volta per i peccati, lui giusto per gli ingiusti, per condurci a Dio." (1 Pietro 3:18)
"Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi." (Romani 5:8)

E’ risuscitato dai morti
Pietro disse: "Quest’uomo [Gesù], quando vi fu dato nelle mani… voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste; ma Dio lo risuscitò…" (Atti 2:23-24)

Gesù Cristo è l’unica via per arrivare a Dio
Gesù disse: "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me." (Giovanni 14:6)
Ciò che meritiamo come giusta condanna per il nostro peccato è la separazione da Dio. Ma Dio ha mandato suo Figlio per espiare la nostra pena morendo sulla croce. Gesù è così diventato il ponte sopra l’abisso che ci separa da Dio. Per questo ora possiamo conoscere Dio ed essere perdonati per il nostro peccato.

Non è però sufficiente conoscere queste tre verità...

4. Bisogna accettare Gesù Cristo come Salvatore e Signore; solo allora è possibile conoscere Dio personalmente e godere del suo amore.

Devi ricevere Gesù
"A tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome".(Giovanni 1:12)

Devi ricevere Gesù per fede
"Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti.". (Efesini 2:8-9)

Ricevere Gesù è fare l'esperienza di una nuova nascita.
Leggi Giovanni 3:1-8

Ricevere Gesù Cristo nella propria vita significa:
* Mutare atteggiamento interiore: riconoscere di essere peccatore e voler abbandonare il peccato.
* Cessare di essere concentrati su di sé e fidarsi di Dio che perdona perché Gesù è morto per i nostri peccati.
* Decidere di seguire Gesù come Signore della propria vita.

Gesù promette di entrare nella tua vita quando lo ricevi.
Gesù disse: "Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me." (Apocalisse 3:20)

Non basta riconoscere intellettualmente la validità di queste verità, né reagirvi solo emotivamente. 
E’ necessario fare una scelta…

Vita controllata dall'io:

Questa persona, anche se si dice cristiana, controlla la propria vita e Cristo ne è fuori. Le persone come questa non hanno mai invitato Gesù Cristo ad entrare nella loro vita. Rimangono colpevoli e il loro peccato li tiene lontani da Dio. Questa situazione porta insoddisfazione, delusione, mancanza di scopo, frustrazione.

Vita controllata da Cristo:

E’ Cristo a dirigere la vita di questa persona che, confidando in Dio, ha accettato il perdono dei peccati e sottomesso a Cristo ogni interesse. In questo rapporto intimo con Dio realizza sempre di più lo scopo della vita.
Quale cerchio descrive la tua vita?

Quale stile di vita preferisci?

Puoi ricevere Cristo nella tua vita ora, esprimendo la tua fede in preghiera (pregare significa semplicemente conversare con Dio).

A Dio non importa tanto delle parole, quanto della sincerità del tuo atteggiamento. Quella che segue è un esempio di quanto potresti dirgli.

"Signore Gesù, finora nella mia vita ho fatto di testa mia. Grazie per essere morto per salvarmi dal castigo. Ti prego di entrare nella mia vita e rendermi come tu vuoi che io sia. Grazie che sei in me e mi dai la vita eterna."

Se sei nei dintorni del Palermitano puoi rivolgerti presso la Chiesa Cristiana Evangelica di Palermo, via dei Cantieri n°20 Tel. 091.324354 oppure 091.362262 
Iscriviti a questo blog, possiamo conversare liberamente sulla parola di Dio, Il Signore ci benedica.

venerdì 5 luglio 2013

Gesú ti ama!



IL BAMBINO NEL CASTELLO

IL BAMBINO NEL CASTELLO

C'era una volta un bambino che viveva in un castello, dalle finestra si potevano vedere meravigliosi paesaggi, ma mai le venne in mente di uscire e visitarli.
Gli anni passarono ed lui era molto felice, fino al giorno in cui si rese conto di essere prigioniero, quel castello che era stata la sua culla stava diventando la sua tomba.
Un giorno si accorse che le porte erano molto pesanti e le grate delle finestre molto solide.
Nel frattempo in un giorno di festa, le venne recapitato un regalo con su scritta una frase:" Ho dato tutto per fartelo avere, quando lo apri vienimi a trovare, ti devo parlare."
Prendendo il piccolo regalo tra le mani pensó," prima mi libero e prima saró in grado di aprire il regalo ed andare a trovare il mittente." Scelse ogni tipo di attrezzatura per tagliare le sbarre, e per anni cercó in ogni modo di liberarsi.
Diventato oramai vecchio guardó il pacchetto, si senti indegno di aprirlo, perche era ancora prigioniero, con una lacrima che le rigava il volto e le mani oramai tremanti, scarto il pacco e, con grande sorpresa, si accorse che dentro c'era una piccola chiave dorata.
Per tanti anni aveva cercato di liberarsi da solo, quando qualcuno aveva pagato per la soluzione.
Si alzo, aprí la porta e andó a cercare il suo benefattore.
..."la retribuzione del peccato é la morte, ma il dono di Dio é la vita eterna." Sta scritto nella bibbia.
A volte noi aspettiamo di essere perfetti, di liberarci dagli sbagli della nostra vita prima di seguire Dio,
con il riscio di spendere una vita a segare le sbarre, ma se guardiamo a quel dono scopriremo che Lui ha pagato tutto per la nostra libertá.
SCARTARE HA DUE SIGNIFICATI: TOGLIERE LA CARTA OPPURE RIFIUTARE,
COSA FARAI DI UN COSÍ GRANDE DONO?

Cosa rende Gesú cosí diverso dagli altri???

Cosa rende Gesú cosí diverso dagli altri???

Nei secoli, la domanda: «Chi è Gesù?» è stata forte motivo di divisione. Come mai tanto disaccordo? Perché il Suo nome irrita più di qualsiasi altro nome di leader religioso? Perché si può parlare di Dio senza che nessuno si irriti, mentre non appena si nomina Gesù la gente molto spesso vuole interrompere la conversazione, oppure si mette sulla difensiva?
Perché i nomi di Budda, Maometto, Confucio non offendono la gente? Il motivo è che essi non sostennero di essere Dio, mentre Gesù sì. Questo è ciò che lo rende così diverso dagli altri leader religiosi. Affermava in modo chiaro di essere Dio. Egli si presentava come l'unica via per conoscere Dio, l'unica sorgente di perdono dei peccati, l'unico mezzo di salvezza. Per molte persone questo è troppo esclusivo, troppo limitativo per accettarlo. Comunque, il problema non verte su quello che vogliamo pensare o credere, ma, piuttosto, su chi Gesù affermava di essere.
Il Nuovo Testamento presenta chiaramente Cristo come Dio. I nomi usati per Cristo nel Nuovo Testamento sono tali da poter essere attribuiti solo a Dio. Per esempio, Gesù è chiamato Dio in Tito 2:13: «Aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù» (cfr. Giovanni 1:1; Ebrei 1:8; Romani 9:5; 1 Giovanni 5:20).
Le Scritture attribuiscono a Cristo caratteristiche che possono essere vere solo per Dio. Gesù è presentato come essere increato (Giovanni 1:4; 14:6); onnipresente (Matteo 28:20; 18:20); onnisciente (Giovanni 4:16-17; 6:24; Matteo 17:22-27); onnipotente (Apocalisse 1:8; Luca 4:39-41; 7:14,15; Matteo 8:26,27); eterno (1 Giovanni 5:11,12, 20; Giovanni 1:4).
Gesù ricevette l'onore e l'adorazione che solo a Dio si può rivolgere. Affrontando Satana, Gesù disse: «Le Scritture dicono: "Adora il Signore, Dio tuo e a lui solo rendi il culto"» (Matteo 4:10). Gesù è stato adorato come Dio (Matteo 14:33; 28:9), e a volte ha addirittura preteso di essere adorato come tale (Giovanni 5:23; confronta Ebrei 1:6; Apocalisse 5:8-14). La maggior parte dei seguaci di Gesù erano devoti giudei che credevano in un unico vero Dio. Essi erano monoteisti fino alle midolla, eppure Lo riconobbero come Dio incarnato.
Gesù non solo affermò di essere uguale a Dio Suo Padre, ma asserì anche di essere una sola cosa con Lui. Durante la Festa della dedicazione, a Gerusalemme, Gesù fu avvicinato da alcuni capi giudei che gli domandarono se Egli fosse il Cristo. Gesù terminò la Sua risposta dicendo: «"Io e il Padre siamo uno". I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: "Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?" I Giudei gli risposero: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio"». (Giovanni 10:30-33).
Nel Vangelo di Marco, è descritto il processo di Gesù (14:60-64). La narrazione di questa azione giudiziaria è uno dei resoconti più chiari dell'affermazione di deità fatta da Gesù. «Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?" Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?" Gesù disse: "Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo". Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?" Tutti lo condannarono come reo di morte».
È interessante notare che Gesù non risponde, così il Sommo Sacerdote lo pone sotto giuramento. Gesù deve rispondere (e son molto felice che abbia risposto). Alla domanda: «Sei tu il Messia, Figlio di Dio?»Gesù risponde: «Sì, Io sono». Un'analisi della risposta di Cristo rivela che Egli affermò di essere stata la stessa risposta data a Mosé.
Il Sinedrio, il tribunale giudaico, comprese questi tre punti, e il Sommo Sacerdote rispose stracciandosi le vesti e dicendo: «Che abbiamo noi più bisogno di testimoni?» Con le loro orecchie, l'avevano finalmente sentito dire direttamente da lui stesso. Fu condannato dalle proprie parole.
GESÚ FÚ CONDANNATO A MORTE, PERCHÉ RIVELÓ DI ESSERE DIO.
«Nessuna prova è più convincente di quella fornita da testimoni ostili, e il fatto che il Signore proclamasse la propria deità è incontestabilmente stabilito dall'accusa rivoltagli dai Suoi nemici. Dobbiamo ricordare che i giudei non erano una tribù di selvaggi ignoranti, ma gente molto colta e profondamente religiosa. È proprio per questa accusa che, senza voci dissenzienti, fu decretata la Sua morte dal Sinedrio, il loro grande Consiglio nazionale, composto dai più eminenti capi religiosi, tra cui vi erano persone come Gamaliele e il suo grande allievo, Saulo di Tarso».
Nella maggior parte dei processi le persone vengono giudicate per quello che hanno fatto, ma non è ciò che accadde per Cristo. Gesù fu giudicato per quello che era. Il processo di Gesù dovrebbe essere sufficiente a dimostrare in modo convincente che Egli dichiarò di essere Dio. I Suoi giudici lo testimoniano. Nel giorno della Sua crocifissione, inoltre, i Suoi nemici mostrarono di riconoscere che Egli aveva affermato di essere Dio incarnato. «Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso! Se lui è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: "Sono Figlio di Dio"». (Matteo 27:41-43).
in fede G.Basile

sabato 22 giugno 2013

Gesú, Potenza di Dio

Cosa rende Gesú cosí diverso dagli altri???

Nei secoli, la domanda: «Chi è Gesù?» è stata forte motivo di divisione. Come mai tanto disaccordo? Perché il Suo nome irrita più di qualsiasi altro nome di leader religioso? Perché si può parlare di Dio senza che nessuno si irriti, mentre non appena si nomina Gesù la gente molto spesso vuole interrompere la conversazione, oppure si mette sulla difensiva?
Perché i nomi di Budda, Maometto, Confucio non offendono la gente? Il motivo è che essi non sostennero di essere Dio, mentre Gesù sì. Questo è ciò che lo rende così diverso dagli altri leader religiosi. Affermava in modo chiaro di essere Dio. Egli si presentava come l'unica via per conoscere Dio, l'unica sorgente di perdono dei peccati, l'unico mezzo di salvezza. Per molte persone questo è troppo esclusivo, troppo limitativo per accettarlo. Comunque, il problema non verte su quello che vogliamo pensare o credere, ma, piuttosto, su chi Gesù affermava di essere.
Il Nuovo Testamento presenta chiaramente Cristo come Dio. I nomi usati per Cristo nel Nuovo Testamento sono tali da poter essere attribuiti solo a Dio. Per esempio, Gesù è chiamato Dio in Tito 2:13: «Aspettando la beata speranza e l'apparizione della gloria del nostro grande Dio e Salvatore, Cristo Gesù» (cfr. Giovanni 1:1; Ebrei 1:8; Romani 9:5; 1 Giovanni 5:20).
Le Scritture attribuiscono a Cristo caratteristiche che possono essere vere solo per Dio. Gesù è presentato come essere increato (Giovanni 1:4; 14:6); onnipresente (Matteo 28:20; 18:20); onnisciente (Giovanni 4:16-17; 6:24; Matteo 17:22-27); onnipotente (Apocalisse 1:8; Luca 4:39-41; 7:14,15; Matteo 8:26,27); eterno (1 Giovanni 5:11,12, 20; Giovanni 1:4).
Gesù ricevette l'onore e l'adorazione che solo a Dio si può rivolgere. Affrontando Satana, Gesù disse: «Le Scritture dicono: "Adora il Signore, Dio tuo e a lui solo rendi il culto"» (Matteo 4:10). Gesù è stato adorato come Dio (Matteo 14:33; 28:9), e a volte ha addirittura preteso di essere adorato come tale (Giovanni 5:23; confronta Ebrei 1:6; Apocalisse 5:8-14). La maggior parte dei seguaci di Gesù erano devoti giudei che credevano in un unico vero Dio. Essi erano monoteisti fino alle midolla, eppure Lo riconobbero come Dio incarnato.
Gesù non solo affermò di essere uguale a Dio Suo Padre, ma asserì anche di essere una sola cosa con Lui. Durante la Festa della dedicazione, a Gerusalemme, Gesù fu avvicinato da alcuni capi giudei che gli domandarono se Egli fosse il Cristo. Gesù terminò la Sua risposta dicendo: «"Io e il Padre siamo uno". I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo. Gesù disse loro: "Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio; per quale di queste opere mi lapidate?" I Giudei gli risposero: "Non ti lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo, ti fai Dio"». (Giovanni 10:30-33).
Nel Vangelo di Marco, è descritto il processo di Gesù (14:60-64). La narrazione di questa azione giudiziaria è uno dei resoconti più chiari dell'affermazione di deità fatta da Gesù. «Allora il sommo sacerdote, alzatosi in piedi nel mezzo, domandò a Gesù: "Non rispondi nulla? Che cosa testimoniano costoro contro di te?" Ma egli tacque e non rispose nulla. Di nuovo il sommo sacerdote lo interrogò e gli disse: "Sei tu il Cristo, il Figlio del Benedetto?" Gesù disse: "Io sono; e vedrete il Figlio dell'uomo, seduto alla destra della Potenza, venire sulle nuvole del cielo". Il sommo sacerdote si stracciò le vesti e disse: "Che bisogno abbiamo ancora di testimoni? Voi avete udito la bestemmia. Che ve ne pare?" Tutti lo condannarono come reo di morte».
È interessante notare che Gesù non risponde, così il Sommo Sacerdote lo pone sotto giuramento. Gesù deve rispondere (e son molto felice che abbia risposto). Alla domanda: «Sei tu il Messia, Figlio di Dio?»Gesù risponde: «Sì, Io sono». Un'analisi della risposta di Cristo rivela che Egli affermò di essere stata la stessa risposta data a Mosé.
Il Sinedrio, il tribunale giudaico, comprese questi tre punti, e il Sommo Sacerdote rispose stracciandosi le vesti e dicendo: «Che abbiamo noi più bisogno di testimoni?» Con le loro orecchie, l'avevano finalmente sentito dire direttamente da lui stesso. Fu condannato dalle proprie parole.
GESÚ FÚ CONDANNATO A MORTE, PERCHÉ RIVELÓ DI ESSERE DIO.
«Nessuna prova è più convincente di quella fornita da testimoni ostili, e il fatto che il Signore proclamasse la propria deità è incontestabilmente stabilito dall'accusa rivoltagli dai Suoi nemici. Dobbiamo ricordare che i giudei non erano una tribù di selvaggi ignoranti, ma gente molto colta e profondamente religiosa. È proprio per questa accusa che, senza voci dissenzienti, fu decretata la Sua morte dal Sinedrio, il loro grande Consiglio nazionale, composto dai più eminenti capi religiosi, tra cui vi erano persone come Gamaliele e il suo grande allievo, Saulo di Tarso».
Nella maggior parte dei processi le persone vengono giudicate per quello che hanno fatto, ma non è ciò che accadde per Cristo. Gesù fu giudicato per quello che era. Il processo di Gesù dovrebbe essere sufficiente a dimostrare in modo convincente che Egli dichiarò di essere Dio. I Suoi giudici lo testimoniano. Nel giorno della Sua crocifissione, inoltre, i Suoi nemici mostrarono di riconoscere che Egli aveva affermato di essere Dio incarnato. «Così pure, i capi dei sacerdoti con gli scribi e gli anziani, beffandosi, dicevano: «Ha salvato altri e non può salvare sé stesso! Se lui è il re d'Israele, scenda ora giù dalla croce, e noi crederemo in lui. Si è confidato in Dio: lo liberi ora, se lo gradisce, poiché ha detto: "Sono Figlio di Dio"». (Matteo 27:41-43).
in fede G.Basile

Ecclesiaste 12

Ecclesiaste 12.

" Rallegrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza;
Cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo lo squardo dei tuoi occhi."  Sappi peró, che per tutto queste cose, Dio ti chiamerá in giudizio!!!

"Ma..." ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza, prima che vengano i cattivi giorni e giungano gli anni nei quali dirai: " io non ci provo piú alcun piacere"; prima che il sole, la luna, la luce e le stelle si oscurano, e le nuvole tornino dopo la pioggia, prima che il cordone d'argento si stacchi e il vaso d'oro si spezzi, la brocca si rompe sulla fonte e la ruota infranta cada nel pozzo, prima che il fiore della vita appassisca, la polvere torni alla terra come era prima e lo Spirito torni a Dio che l'ha dato, ritorniamo a Gesú, ascoltiamo le Sue esortazioni, tutto scomparira, ogni cosa tornerá a stare in silenzio, non si troverá alcun avvocato, perché questi sará nella stessa condizione tua.

Temi Iddio e osserva i suoi comandamenti, perché questo é il senso della vita per l'uomo, " ...amare Iddio é, osservare i Suoi comandamenti.
Dio infatti fará venire in giudizio ogni opera, tutto ció che é occulto, sia il bene, che il male.

Ora stá a te fare una scelta, la scelta della tua vita...
Quale sará!

in fede G.Basile